Limite di 100 km/h per le auto termiche e 130 per le elettriche: cosa c'è dietro la proposta
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Redazione Interno
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Sui social e su diversi siti specializzati rimbalza in queste ore l’idea di un limite di velocità unico per l’Unione Europea: 100 km/h per le auto con motore a combustione interna, 130 km/h per quelle elettriche. Prima di immaginare nuovi cartelli sulle autostrade italiane, però, serve una precisazione netta: non esiste alcuna proposta legislativa europea in tal senso, e l’iniziativa non è all’esame delle istituzioni comunitarie.
Chi ha lanciato la proposta e perché se ne parla
L’autore dell’appello è Günther Fehlinger-Jahn, economista e attivista politico austriaco, presidente del comitato austriaco per l’allargamento della NATO. Non ricopre alcuna carica pubblica né a Vienna né a Bruxelles, ma la sua presenza sui social è assidua e il post pubblicato su X il 14 agosto scorso ha superato le 90.000 visualizzazioni, secondo quanto riportato da testate specializzate.
Nel messaggio, Fehlinger-Jahn chiede all’Unione di introdurre un massimale obbligatorio di 100 km/h su tutte le autostrade e le grandi arterie, con lo slogan «One Europe. One maximum speed. 100 km/h».
Le due versioni della proposta
L’idea ha avuto due formulazioni distinte. La prima risale a marzo, quando Fehlinger-Jahn pubblicò un intervento sulla propria newsletter: in quella versione il limite di 100 km/h riguardava soltanto auto e camion con motore termico, mentre le elettriche restavano fuori, per non penalizzare chi ha già scelto la mobilità a batteria.
La seconda versione, quella del post di agosto, estende l’appello a tutta l’Unione senza menzionare esenzioni per le elettriche, anche se diverse testate continuano ad attribuirgli la formula con le auto a batteria esentate dal limite ridotto. Secondo quanto ricostruito, il risparmio sui consumi di benzina in autostrada sarebbe quantificabile tra il 20 e il 30 per cento, con un taglio alla dipendenza europea dalle importazioni di petrolio.
Il precedente austriaco e il quadro normativo europeo
Il doppio regime non nasce dal nulla. In Austria, la legge sulla protezione dell’aria (Immissionsschutzgesetz-Luft, IG-L) consente ai governatori provinciali di imporre limiti ridotti, come i 100 km/h su tratti autostradali della valle dell’Inn e nei pressi di Salisburgo, per contenere le concentrazioni di inquinanti. Dal 2019 i veicoli elettrici e a idrogeno con targa a caratteri verdi sono esentati da questi limiti ambientali e possono mantenere i 130 km/h su circa 440 chilometri di rete.
Nel resto del Paese, il limite generale per auto e moto fino a 3,5 tonnellate resta comunque di 130 km/h. A livello europeo, la competenza sui limiti di velocità resta in larga parte degli Stati membri: la Commissione europea chiarisce che non esiste un quadro giuridico comune che uniformi le velocità massime, e un’eventuale misura condivisa richiederebbe una proposta della Commissione, l’approvazione di Parlamento e Consiglio e il superamento dell’opposizione dei governi nazionali.
I limiti in vigore e i casi di deroga
Nella maggior parte dei Paesi dell’Unione con rete autostradale, il limite generale oscilla tra 120 e 130 km/h. La Germania non prevede un limite nazionale generalizzato su tutte le Autobahn, ma una velocità raccomandata di 130 km/h. I Paesi Bassi hanno introdotto i 100 km/h su alcune tratte autostradali in determinate fasce orarie, per ragioni ambientali.
La Repubblica Ceca ha sperimentato un innalzamento a 150 km/h su un tratto autostradale vicino a České Budějovice, mentre in Austria la FPÖ ha promosso l’eliminazione del limite ambientale dei 100 km/h sulla Tauernautobahn nel Salisburghese. L’ÖAMTC, il principale club automobilistico austriaco, ha messo in dubbio le stime di risparmio complessivo attribuite a un abbassamento generalizzato dei limiti, osservando che il taglio dei consumi a livello nazionale sarebbe limitato a pochi punti percentuali anche in caso di riduzione da 130 a 100 km/h.
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