Lazio, il titolo vola in Borsa: tornano le voci su Al Thani

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La giornata di ieri a Piazza Affari ha regalato una sorpresa che, per gli addetti ai lavori, sa più di indizio che di casualità: il titolo della Lazio ha subito un’impennata del 5,77%, arrivando a toccare quota 1,65 euro per azione, un valore che non si registrava addirittura dal dicembre 2020.

Sulle prime, potrebbe sembrare il classico scatto d’orgoglio di un mercato finanziario capace di reagire a stimoli improvvisi, e invece il motivo di questo rialzo – ve lo raccontiamo senza giri di parole – è da ricercarsi nei corridoi polverosi della politica romana e nei circoli finanziari internazionali.

Non ci sono novità di calciomercato tali da giustificare un simile exploit (il nome del danese Jonathan Asp Jensen, trequartista del Bayern Monaco seguito dal club, è caldo ma certo non spiega l’esuberanza dei trader), e nemmeno sul fronte dello stadio Flaminio ci sono cantieri aperti in grado di far lievitare il valore di un’azienda. Il sospetto, ormai diventato certezza nelle stanze del potere, è che dietro a questa fiammata ci sia la volontà – o meglio, la possibilità concreta – di un addio.

Lotito ai ferri corti con la piazza, il mercato annusa l’affare

Claudio Lotito, presidente dal lontano 2004, non ha mai fatto mistero del suo attaccamento alla società, eppure il clima intorno alla sua figura non è mai stato così avvelenato. I tifosi, scesi in piazza con un malcontento ormai cronico, hanno indetto forme di protesta che rasentano la rottura totale: chi ha disdetto l’abbonamento, chi ha restituito la tessera del tifoso, chi ha addirittura cancellato l’abbonamento alla pay-tv di Lega pur di non vedere le partite.

In questo clima di guerra aperta, il tam-tam ha iniziato a circolare insistente nelle ultime ore: sembra che l’imprenditore romano debba fare una comunicazione ufficiale al mercato entro la fine della settimana, una comunicazione che – se le voci fossero fondate – potrebbe sancire il passaggio di consegne nelle mani dell’emiro Al Thani.

Già accostato più volte alla società biancoceleste in passato (con relative, fulminee smentite da parte dell’attuale proprietà), il nome del magnate qatariota torna prepotentemente alla ribalta, e gli investitori, si sa, non aspettano mica la conferma del notaio per comprare: si muovono sull’onda dell’indiscrezione, e questa volta sembrano aver centrato il bersaglio.

L’affondo sui conti: il valore massimo dal 2020

Ragioniamo per un attimo sui numeri, che spesso sono più eloquenti delle parole. Raggiungere 1,65 euro per azione significa riportare la Lazio ai livelli di capitalizzazione di cinque anni e mezzo fa, un periodo in cui il calcio non aveva ancora subito gli sconvolgimenti economici post-pandemici e i bilanci dei club italiani reggevano ancora su logiche diverse. È un balzo significativo, che non può essere liquidato come una semplice reazione isterica della Borsa.

In ambienti politico-istituzionali romani, si sussurra che Lotito abbia già informato i suoi più stretti collaboratori di un imminente passaggio di consegne, e che l’eventuale annuncio – studiato a tavolino per massimizzare l’effetto mediatico – potrebbe arrivare venerdì a mercati chiusi. Una tempistica classica, quella del venerdì sera, per evitare un’eccessiva volatilità speculativa ma lasciare il tempo per le valutazioni del week-end. La domanda che molti si pongono, a questo punto, non è più “se” la trattativa sia vera, ma piuttosto “quando” verrà messa nero su bianco.

Tra contestazione e progetto Flaminio, la Lazio attende la svolta

Va detto che la società versa in una situazione singolare: se da un lato Lotito sta seguendo con attenzione la pratica della riqualificazione dello Stadio Flaminio (un iter burocratico che ha già ottenuto il via libera dalla conferenza dei servizi preliminare, come ribadito dal sindaco Gualtieri nelle scorse ore) e dall’altro sta lavorando a un mercato estivo che parte all’insegna del risparmio e delle cessioni.

E proprio questa dicotomia – la voglia di costruire un futuro (il Flaminio nuovo di zecca) e la cronica mancanza di liquidità fresca per rinforzare la rosa – alimenta i sospetti di chi crede che l’imprenditore voglia dare una svolta netta. Ieri pomeriggio, osservando il grafico del titolo schizzare verso l’alto, un vecchio broker di piazza Affari mi ha detto: “Il mercato non sbaglia mai su queste cose. Se la Lazio vola, vuol dire che qualcuno sta comprando sulla base di informazioni che presto diventeranno pubbliche”.

Non possiamo che prendere atto dei numeri e aspettare, come tutti, l’annuncio che – forse – cambierà per sempre la storia di questo club.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.