Influenza in agguato, parte la campagna vaccinale tra scetticismi e dati allarmanti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
L’autunno si preannuncia complesso per il sistema sanitario italiano, alle prese con una stagione influenzale che, stando ai dati australiani – i quali, com’è noto, anticipano spesso le tendenze per il nostro emisfero – si prospetta particolarmente aggressiva. Oltreoceano, infatti, i virus, principalmente i ceppi A/H3N2 e B/Victoria, hanno già esercitato una forte pressione sugli ospedali, lasciando presagire un’ondata significativa anche nel nostro Paese. A questo quadro, già di per sé preoccupante, si aggiunge la recrudescenza del Covid-19, trainato dalla variante Stratus (XFG), che rischia di creare un pericoloso «cocktail di virus» nei prossimi mesi.
Le coperture vaccinali, seppur in lieve miglioramento, non sono ancora rassicuranti. Secondo gli ultimi rilevamenti, la percentuale di vaccinati against l’influenza nella popolazione generale si attesta al 19,6%, un incremento minimo rispetto al 18,9% della stagione precedente. Il dato più critico, tuttavia, riguarda gli over 65, ovvero la fascia più vulnerabile, la cui adesione alla campagna è ferma a un insoddisfacente 52,5%, sostanzialmente invariato rispetto all’anno scorso. Numeri che rimangono ben al di sotto delle soglie minime raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire una protezione di gruppo efficace.
A confermare la gravità della situazione è il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, il quale stima che «colpirà un italiano su quattro». Pregliasco, intervistato anche da LaC News24, ha sottolineato l’importanza di una prevenzione condivisa e combinata, invitando a valutare la somministrazione simultanea del vaccino anti-influenzale e di quello anti-Covid, un’arma in più per affrontare la stagione invernale. Se ne è parlato con un primario di malattie infettive dell’Azienda Dulbecco di Catanzaro, il quale ha ribadito la necessità di difendersi tempestivamente.




