Caso Minetti, vertice in Procura e gli esiti dall’Interpol: adozione e morte degli avvocati sotto la lente
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Redazione Interno
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Mentre i riflettori restano accesi sui risvolti giudiziari della grazia concessa a Nicole Minetti, nell’aula bunker della Procura Generale di Milano si è tenuto oggi il vertice decisivo tra i magistrati titolari del fascicolo supplementare. L’obiettivo dell’incontro, che ha visto coinvolti la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa, era quello di mettere a sistema i primi, sebbene ancora parziali, flussi informativi provenienti dall’estero. Si tratta di accertamenti complessi, delegati all’Interpol su impulso del ministero della Giustizia, che si snodano su un doppio binario geografico: la Spagna e, soprattutto, l’Uruguay. In questo paese sudamericano, infatti, giace il cuore pulsante delle verifiche, laddove si intende ricostruire la genesi e l’autenticità dell’adozione del minore – il perno morale su cui si è retta l’istanza di clemenza poi accolta dal Capo dello Stato.
Le verifiche sull’iter adottivo e la smentita degli ospedali
Uno dei nodi centrali che gli inquirenti stanno tentando di sciogliere riguarda la regolarità formale e sostanziale della sentenza di adozione emessa dal Tribunale di Maldonado. La Procura, come si apprende da fonti qualificate, sta procedendo all’acquisizione diretta del documento originale, volendo andare oltre la copia prodotta a suo tempo dai legali della coppia e verificare – alla luce delle recenti polemiche giornalistiche – che non vi siano vizi di fondo. Parallelamente, un fronte critico riguarda la documentazione sanitaria allegata: se è vero che il bambino necessita di cure costanti (tanto da essere stato operato a Boston), è altrettanto vero che le strutture ospedaliere di Padova e il San Raffaele di Milano hanno ufficialmente smentito di avere nei propri database tracce delle visite del piccolo. Una discrepanza, questa, che la difesa di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani ha tentato di arginare chiarendo – come riportato nelle ultime memorie – che le valutazioni mediche sarebbero state effettuate da professionisti di fiducia in ambito privato, senza passare attraverso i canali ufficiali degli istituti citati.
Il giallo degli avvocati morti in Uruguay e gli spostamenti della coppia
Un capitolo a parte, che aggiunge un alone di mistero a un quadro già complesso, è rappresentato dalla morte dei legali Ana Mercedes Nieto e Mario Cabrera. I due avvocati, deceduti nel giugno del 2024 in un incendio divampato nella loro abitazione a Colinas de Garzón, risultavano coinvolti a vario titolo nella procedura di adozione: Nieto, in particolare, aveva agito come difensore d’ufficio del minore. Se le perizie iniziali degli inquirenti locali tenderebbero a escludere la pista dolosa, classificando l’evento come un tragico incidente domestico, il pubblico ministero Sebastián Robles ha scelto di non archiviare il fascicolo. Anzi, ha richiesto ufficialmente l’acquisizione degli atti dell’adozione per verificare l’esistenza di eventuali collegamenti tra l’attività professionale della vittima e la sua scomparsa. Un’indagine, questa, che si intreccia con le rogatorie avviate dai pm milanesi.
Non meno rilevanti, poi, sono gli accertamenti relativi allo stile di vita e agli spostamenti della stessa Minetti. L’atto di clemenza, infatti, si basava anche sul presupposto di una “radicale presa di distanza” dai precedenti contesti devianti (ricordiamo le condanne per sfruttamento della prostituzione e peculato). I magistrati stanno cercando di delineare la mappa dei movimenti della 41enne, verificando non solo la sua effettiva residenza tra la villa a Ibiza e il ranch in Uruguay (a La Barra, Punta del Este), ma anche i frequenti viaggi intercontinentali verso Boston per le cure del figlio. L’obiettivo è capire se, come sostenuto da alcuni articoli di stampa, vi siano state frequentazioni o episodi in Spagna che potrebbero contraddire il racconto di una vita riservata e votata esclusivamente all’assistenza del minore.
La reazione dei legali e la posizione dell’ex igienista dentale
Mentre la macchina della giustizia procede a pieno regime, la difesa della coppia ha alzato il tiro, annunciando battaglia legale su più fronti. In una nota diffusa dagli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, si smentisce categoricamente quella che viene definita una “rappresentazione falsa” dei fatti da parte di alcuni organi di informazione, con un riferimento esplicito – sebbene non nominato – alla trasmissione Report. I legali parlano di “falsità” diffuse dal giornalista Thomas Mackinson, annunciando azioni risarcitorie nei confronti di chiunque abbia contribuito ad alimentare quella che ritengono essere una campagna diffamatoria. In particolare, la difesa ha già trasmesso agli uffici giudiziari la documentazione integrale per dimostrare la regolarità dell’iter adottivo, iniziato nel 2020 e conclusosi nel febbraio del 2023, ribadendo che l’iter ha rispettato tutte le procedure previste dall’Inau (l’ente per l’infanzia uruguaiano).
Dal canto suo, attraverso le parole del compagno Cipriani, Minetti si direbbe “distrutta” dall’ondata mediatica che ha investito la vicenda, definita un “mare di fango”. L’imprenditore ha ribadito la bontà della procedura, respingendo le critiche sulla mancata esecuzione della pena (la grazia l’ha liberata dall’affidamento in prova ai servizi sociali), e sostenendo che quella del presidente Mattarella sia stato un “atto d’amore” per permettere alla donna di assistere il figlio gravemente malato. Tuttavia, al netto delle dichiarazioni difensive, il quadro giudiziario resta fluido: fonti della Procura lasciano intendere che, qualora dagli accertamenti internazionali emergessero elementi incompatibili con le motivazioni alla base della grazia, il parere inizialmente favorevole potrebbe essere radicalmente riconsiderato.




