Scattano i dazi di Trump, ma l’incertezza pesa sui mercati
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Redazione Esteri
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Alla mezzanotte di Washington, mentre in Italia erano le sei del mattino, sono entrati in vigore i nuovi dazi statunitensi su una vasta gamma di prodotti provenienti da decine di economie mondiali. «Miliardi di dollari, provenienti in gran parte da paesi che hanno tratto profitto dagli Stati Uniti con entusiasmo, inizieranno ad affluire negli Usa», ha scritto il presidente Donald Trump sul suo social Truth, pochi istanti prima dello scoccare della scadenza. Un annuncio carico di enfasi, che però non cancella le ombre sull’impatto economico globale.
La Banca centrale europea, nel suo ultimo bollettino, ha sottolineato come «le prospettive di inflazione siano più incerte del consueto», citando la volatilità legata alle politiche commerciali internazionali. A giugno l’inflazione nell’Eurozona si è attestata al 2,0%, in lieve rialzo rispetto al mese precedente, ma gli indicatori rimangono allineati con l’obiettivo del 2% fissato dalla Bce. Un equilibrio fragile, che potrebbe essere scosso proprio dalle nuove misure protezionistiche.
Tra i paesi più colpiti spiccano Brasile e India, bersagli diretti dell’offensiva tariffaria, mentre la Svizzera si trova in una posizione ambigua, ancora in attesa di chiarimenti. L’Unione europea, da parte sua, dovrà fare i conti con dazi medi del 15%, che colpiscono settori chiave come l’automotive. Restano però in sospeso le esenzioni per alcuni prodotti, tra cui i vini, mentre non è ancora definita la sorte di acciaio e alluminio, materie prime al centro di negoziati ancora in corso.




