Fatti di cronaca: la Procura di Roma indaga su Phica e i rischi del deep nude per i minori

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Roma, in un'azione coordinata con la polizia postale, ha aperto un fascicolo per fare luce sulle dinamiche e le responsabilità del sito "Phica.eu", andando ad affiancarlo all'inchiesta già in corso sul gruppo Facebook “Mia moglie”. L’attenzione delle indagini, oltre ai già gravi episodi che hanno coinvolto donne – tra cui attrici, giornaliste e personalità della politica – vittime della pubblicazione non consensuale di immagini private, si sta concentrando con allarme su un filone investigativo che coinvolgerebbe anche minori, esposti a rischi crescenti legati a pratiche come il "deep nude".

Questa tecnica, che utilizza l'intelligenza artificiale per creare falsi nudi iperrealistici, rappresenta una minaccia subdola e in rapida evoluzione, poiché basta una foto qualsiasi, prelevata dai social network, per generare contenuti espliciti senza che la vittima ne sia mai a conoscenza. Sei anni fa, il suo ideatore Vittorio Vitiello si presentò spontaneamente ai magistrati, illustrando con freddezza il modello di business del sito: “Ecco come guadagno con le foto”. Un meccanismo che, nonostante quelle rivelazioni, è potuto crescere incontrastato, passando da poche migliaia a settecentomila pagine visualizzate prima della chiusura, avvenuta solo di recente.

Proprio Vitiello, considerato dagli inquirenti il gestore del portale Phica.net, secondo le attuali norme potrebbe non essere perseguibile per il mancato controllo sui commenti sessisti diffusi dagli utenti, in quanto “il reato non è procedibile”. Questo vuoto normativo, come sottolineato da analisti di Key4Biz, rende di fatto non responsabili, civilmente e penalmente, i gestori delle piattaforme per i contenuti postati dagli altri, creando un terreno fertile per l'illegalità. Una proposta avanzata per ovviare al problema è l’introduzione di un “consenso rafforzato”, magari attraverso l'identificazione con SPID o CIE, per chi intende pubblicare materiale esplicito.

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