La procura di Cagliari indaga su Phica, il sito sessista chiuso dopo le denunce
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Redazione Interno
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Sono due i fascicoli aperti dalla procura di Cagliari – su denuncia di due giovani donne – che vertono sulla pubblicazione illecita di materiale fotografico e video su Phica.eu, il forum web a carattere sessista, ormai non più attivo, dove confluivano immagini sottratte a ignare donne, accompagnate da una mole considerevole di commenti volgari e lesivi della dignità personale.
Uno dei procedimenti investigativi, nello specifico, riguarda la diffusione non autorizzata di un video a contenuto intimo, ipotizzando il reato di revenge porn e coinvolgendo, allo stato attuale, tre persone indagate; l’altro caso, invece, concerne la diffamazione aggravata per il tramite di alcuni scatti rubati dai profili social delle vittime e successivamente condivisi, senza alcuno scrupolo, sulla piattaforma finita nel mirino della giustizia.
Parallelamente alle indagini sarde, anche la procura di Prato ha avviato un’inchiesta sull’operato del sito Phica.net – dopo quelle già avviate a Roma e Firenze – ampliando il raggio d’azione delle investigazioni su una piattaforma che per anni ha consentito il caricamento indiscriminato di migliaia di immagini di donne, trasformate in oggetti di commenti sessisti e offensivi. Le foto, prelevate per lo più dai social network o dal web, sarebbero state in alcuni casi addirittura scattate di nascosto, stando a quanto riportato dalle accuse: sul sito esisteva persino un manuale che fornirebbe indicazioni in tal senso.
In un intervento sulla rubrica “Scomodati” per Sky tg24 Insider, la psicoterapeuta e scrittrice Stefania Andreoli – i cui scatti sono finiti sul sito – ha offerto una chiave di lettura del fenomeno, definendo quel mondo come un luogo di uomini «imprigionati» in dinamiche tossiche. L’esperta, che ogni settimana analizza temi legati ai giovani e alle relazioni, ha sottolineato l’importanza di chiamare le cose con il loro nome, denunciando la violenza di un meccanismo che strumentalizza l’esistenza delle donne, appropriandosi della loro immagine senza consenso.




