Le giornaliste del Tg1 denunciano il sito sessista: «Le nostre immagini rubate, gesto gravissimo»
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Redazione Interno
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Le giornaliste del Tg1 Laura Chimenti, Maria Soave, Valentina Bisti e Giorgia Cardinaletti hanno scoperto, con sgomento, di far parte del materiale illecito pubblicato sul sito Phica.eu, chiuso in queste ore dalla polizia postale dopo le accese polemiche degli ultimi giorni. «Ci siamo anche noi», hanno dichiarato in un video-denuncia trasmesso durante l’edizione principale del telegiornale, definendo «rivoltante» il fenomeno e sottolineando la necessità di non sottovalutare un «gesto grave» che lede profondamente la dignità personale, tanto da spingerle a rendere pubblica la vicenda per incoraggiare altre possibili vittime a fare altrettanto.
Parallelamente alla protesta delle professioniste della Rai, l’avvocata Annamaria Bernardini de Pace, nota specialista in diritto di famiglia, ha annunciato l’intenzione di promuovere una class action contro Facebook. L’azione legale collettiva, come ha precisato, sarà aperta a tutte le «donne che sono state ferite con violenza nella loro identità femminile» e si concentrerà in particolare sul gruppo ‘Mia moglie’, ritenuto una delle piattaforme che hanno alimentato il circuito della diffusione non consensuale di immagini private. L’obiettivo è ottenere un risarcimento dei danni, ritenuti ingenti e di natura non esclusivamente economica, a carico del colosso dei social media.
Sul piano investigativo, la polizia postale ha già avviato indagini approfondite per risalire agli amministratori delle piattaforme coinvolte e sono in corso verifiche meticolose per identificare gli autori dei commenti sessisti e delle condivisioni illecite. Alla Procura di Roma è attesa un’informativa da parte degli specialisti del nucleo operativo, che fornirà il quadro complessivo dell’operazione e dei reati contestati, gettando le basi per l’apertura di un fascicolo formale. La premier Giorgia Meloni, da parte sua, ha espresso «disgusto» per gli accaduti, manifestando «solidarietà e vicinanza a tutte le donne che sono state offese, insultate, e violate nell'intimità».




