Addio a Massimo Pacciani, il batterista che ha scandito il ritmo del pop italiano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il mondo della musica italiana perde uno dei suoi ritmi più solidi e discreti. È morto, all’età di cinquantotto anni, Massimo Pacciani, batterista toscano la cui carriera si è intrecciata, in un percorso di assoluto rilievo, con quelle di alcuni tra i più celebri interpreti della scena nazionale. La notizia della scomparsa, avvenuta nella notte, ha iniziato a diffondersi soprattutto attraverso il commosso ricordo pubblicato sui social da Laura Pausini, artista con la quale aveva instaurato un sodalizio artistico e umano di lunga data. Le cause del decesso non sono state rese note.
Una carriera di talento e affidabilità dietro le quinte
Originario di Prato ma residente a Firenze, Pacciani aveva costruito la sua reputazione non sulla ribalta, che pure aveva frequentato in innumerevoli occasioni, bensì su una competenza tecnica fuori dal comune e su una rara affidabilità. Queste qualità lo hanno reso il batterista di fiducia per artisti come Raf, Umberto Tozzi, Irene Grandi e Antonello Venditti. La sua firma ritmica ha accompagnato brani destinati a diventare classici, garantendo una base imprescindibile sia in studio di registrazione che sui palchi di mezza Italia.
L’impegno nella didattica e il vuoto lasciato a Prato
Oltre all’intensa attività concertistica, un capitolo significativo della sua vita professionale era dedicato all’insegnamento presso la scuola di musica "Giuseppe Verdi" di Prato. Qui, da quattro anni, trasmetteva la sua passione e il suo sapere a una nuova generazione di allievi. La scuola, un’istituzione prestigiosa nella sua città natale, si trova oggi a fare i conti con un vuoto improvviso e difficile da colmare, lasciato da un maestro che della musica aveva fatto una missione da condividere.
Il ricordo di Laura Pausini e il tributo di un ambiente artistico
Il ricordo di Laura Pausini, che ha definito la dipartita "improvvisa" e gli ha dedicato le parole di "Un’emergenza d’amore", brano che realizzarono insieme, rappresenta il sentire di un intero ambiente. Pacciani, coniugando un talento indiscutibile a una riservatezza quasi anacronistica, incarna un pezzo importante della storia musicale recente, costruita anche con il lavoro instancabile di musicisti di livello assoluto che, come lui, hanno preferito lasciare che fossero i tamburi a parlare per loro.




