Hpv, la prevenzione si fa con open day vaccinali e screening gratuiti in tutta Italia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   Il 4 marzo, Giornata mondiale contro il Papillomavirus umano, si trasforma quest’anno in un’occasione diffusa di prevenzione attiva, con una serie di iniziative organizzate dalle aziende sanitarie locali che, da Nord a Sud, offriranno alla popolazione – e non solo alle fasce tradizionalmente coinvolte nei programmi di screening – la possibilità di vaccinarsi o di sottoporsi a test diagnostici in modo gratuito e senza la necessità di una prenotazione. L’infezione da Hpv, va ricordato, rappresenta quella sessualmente trasmessa più comune in entrambi i sessi -1-7, e la sua persistenza nell’organismo, spesso asintomatica per anni, è responsabile di patologie oncologiche gravi come il carcinoma della cervice uterina, dell’ano, della vagina e della vulva, oltre a lesioni benigne ma debilitanti quali verruche e condilomi. I dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, in vista di questa ricorrenza, confermano l’impatto del virus sulla salute pubblica: si stimano ogni anno in Italia oltre settemila nuovi casi di tumore Hpv-correlati e più di tremila decessi, numeri che riportano al centro del dibattito l’urgenza di strategie di prevenzione capillari e senza barriere di accesso.

Iniziative delle Asp e porte aperte nei consultori per vaccini e test

L’adesione alla giornata si traduce in un calendario fitto di appuntamenti che, come nel caso dell’Asp di Siracusa, ribadiscono l’efficacia della vaccinazione – capace, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, di prevenire fino al novanta per cento dei tumori correlati – e aprono le porte degli ospedali e dei consultori per screening oncologici gratuiti. Parallelamente, l’Asp di Agrigento, domani, trasformerà diverse strutture della provincia in presìdi attivi, offrendo visite ed esami senza ricetta medica, mentre l’ASST Pavia, cogliendo anche l’occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, ha programmato una settimana di attività che spaziano dallo screening mammografico a quello per la cervice uterina, con l’obiettivo dichiarato di incentivare la partecipazione della comunità. Un’offerta, quella lombarda, che si arricchisce di dettagli operativi: al Policlinico di Milano, per esempio, il 4 marzo saranno effettuati pap test per le donne tra i 25 e i 29 anni e Hpv test per quelle tra i 30 e i 64 anni, mentre nei centri vaccinali di ASST Brianza e ASST Lecco, nella settimana dal 2 all’8 marzo, si amplierà l’offerta gratuita per donne fino a 26 anni e per uomini fino alla stessa età, con particolare attenzione a categorie a rischio come i soggetti con infezione da Hiv o con lesioni pretumorali. Anche in Sicilia, l’Asp di Trapani ha indetto l’“Hpv Day 2026” per domenica 8 marzo, con vaccinazioni gratuite in diversi centri e persino con camper attrezzati a Trapani e Castellammare del Golfo, dove sarà possibile ricevere informazioni e kit per gli screening oncologici.

Numeri e consapevolezza di un’infezione ancora sottostimata

Che la strada per una copertura vaccinale ottimale sia ancora in salita lo confermano le statistiche nazionali, che vedono l’adesione alla profilassi spesso sotto la soglia di sicurezza raccomandata. La correlazione tra Hpv e tumore del collo dell’utero è scientificamente acclarata – si parla di un’eziologia nel 93% dei casi di carcinoma cervicale – eppure la percezione del rischio, complice la natura silente dell’infezione, rimane bassa. La prevenzione secondaria, attraverso pap test e Hpv-test, permette di individuare lesioni precancerose in fase iniziale, interrompendo quella progressione che, nell’arco di un decennio o poco più, potrebbe portare a un carcinoma invasivo. A livello globale, l’Hpv è responsabile del 4,5% di tutti i tumori, una quota che sale all’8,6% tra la popolazione femminile, a dimostrazione di come la patologia oncologica cervicale rappresenti ancora una delle sfide principali per i sistemi sanitari. La gratuità delle vaccinazioni offerte in queste giornate, estesa anche a fasce d’età che vanno oltre i target primari come gli adolescenti, mira a recuperare quanti non hanno aderito in passato, colmando lacune vaccinali che altrimenti si tradurrebbero in un rischio differito nel tempo.

L’importanza di una protezione estesa a tutta la popolazione

Un elemento che emerge con forza dalle iniziative messe in campo dalle aziende sanitarie è la volontà di superare l’idea che la prevenzione dell’Hpv sia un tema esclusivamente femminile. Se è vero che il carcinoma della cervice uterina rappresenta la conseguenza più nota e grave, è altrettanto vero che il virus è responsabile di tumori dell’oro-faringe, del pene e dell’ano che colpiscono anche gli uomini, i quali, inoltre, fungono da serbatoio e vettore dell’infezione. Le offerte vaccinali gratuite per i maschi, come quelle programmate in Lombardia o in Sicilia fino ai 26 anni, si inseriscono in questa logica di protezione di comunità, che mira a ridurre la circolazione del virus e a proteggere indirettamente anche i soggetti più fragili. La ricerca scientifica, come evidenziato dall’Istituto Superiore di Sanità, continua a fornire strumenti sempre più efficaci per contrastare il virus, ma è solo attraverso l’adesione consapevole e su larga scala a vaccinazioni e screening che si potrà incidere in modo significativo sulla curva epidemiologica. Le giornate del 4 e dell’8 marzo rappresentano, in questo senso, un appuntamento concreto per trasformare la consapevolezza in un gesto di salute pubblica, abbattendo le barriere burocratiche e avvicinando il cittadino ai servizi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.