La stangata del giudice sportivo sul Foggia: quattro turni a porte chiuse per l'invasione di Monopoli
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Redazione Sport
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Non bastava l’incubo della retrocessione, che ora per i rossoneri si fa sempre più concreto, a rendere tesa l’aria intorno al Foggia. Ci si mette pure una delle sanzioni più severe che il codice della Lega Pro possa infliggere, a dimostrazione di come la giustizia sportiva abbia voluto dare un segnale forte dopo le follie viste domenica scorsa nel finale di Monopoli-Foggia. Il giudice sportivo Stefano Palazzi, esaminati i referti e la documentazione fotografica, ha deciso per la mano pesante: lo Zaccheria resterà chiuso al proprio pubblico per quattro gare, tra campionato e coppa, con l’aggiunta di un’ammenda di diecimila euro.
L’episodio che ha scatenato questa reazione è ben noto e risale al 95° minuto di quella sfida decisiva per il girone C. Mentre la partita era in corso, un gruppo di circa venti sostenitori ospiti ha letteralmente sfondato la porta che separa il settore ospiti dal recinto di gioco. Non si è trattato di un gesto impulsivo, ma di un’azione violenta e pianificata: tre di loro sono riusciti a scavalcare i pannelli pubblicitari ed a mettere piede sul terreno di gioco. La situazione è degenerata in pochi secondi, tanto che l’arbitro, per tutelare l’incolumità dei calciatori e dei componenti delle squadre, ha dovuto sospendere la gara. I giocatori, visibilmente impauriti, si sono rifugiati negli spogliatoi, mentre alcuni giovani raccattapalle, rimasti intrappolati in campo, si sono nascosti dietro i cartelloni pubblicitari per proteggersi.
Il racconto del caos e l’aggressione allo steward
Ciò che ha particolarmente aggravato la posizione del club pugliese, agli occhi del giudice sportivo, è stata la violenza fisica consumatasi in mezzo al campo. Tra gli invasori, ce n’è stato uno – identificato successivamente dalle forze dell’ordine – che ha attraversato di corsa tutto il rettangolo di gioco per raggiungere il sottopassaggio degli spogliatoi. Lì, dove i calciatori e i membri dello staff stavano cercando riparo, ha sferrato un pugno violento ai danni di uno steward intento ad aprire il cancello per far defluire le squadre. Un gesto proditorio che ha trasformato un’invasione già di per sé grave in un fatto di rilevanza penale. A nulla sono valsi i tentativi di contenimento immediato da parte delle forze dell’ordine, che comunque sono riuscite a bloccare e arrestare alcuni dei responsabili direttamente sul prato del "Veneziani". La gara, dopo oltre undici minuti di stop e un ulteriore lasso di tempo per i controlli, è stata regolarmente portata a termine, ma l’eco di quei momenti di panico ha scavalcato i confini del campo.
I danni e le minacce ai calciatori
Nel mettere nero su bianco le motivazioni della stangata, il giudice Palazzi ha elencato una serie di violazioni che configurano un quadro di "particolare gravità". Non si è trattato solo dell’invasione fisica. Già prima del fischio d’inizio, i tifosi ospiti avevano ritardato il match lanciando petardi e fumogeni, costringendo i vigili del fuoco a intervenire. Nel caos del 95°, oltre alla celebre porta sfondata, sono stati danneggiati seggiolini e un pannello pubblicitario led a bordo campo. Ma c’è un aspetto che forse turba più di ogni altro: la cronaca riporta che circa l’80 per cento dei 338 presenti nel settore ospiti ha intonato un coro gravemente minaccioso nei confronti dei giocatori della propria squadra. Un aspetto psicologico, quello delle minacce dirette ai calciatori, che ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso nella valutazione delle attenuanti.
Il peso sulla salvezza tra playout e futuro
La sanzione, come specificato nel dispositivo ufficiale, prevede che le quattro partite a porte chiuse debbano essere scontate a partire dalla prossima gara casalinga, estendendosi a eventuali playout o playoff a cui il Foggia dovesse qualificarsi. Ed è proprio qui che il dado è tratto. Il Foggia si gioca la possibilità di raggiungere gli spareggi salvezza proprio nell’ultimo turno, in casa contro la Salernitana. Paradossalmente, la partita più importante della stagione – quella che potrebbe tenere accesa la speranza di evitare il baratro della Serie D – si giocherà nel silenzio tombale dello Zaccheria, privato del suo dodicesimo uomo. Una beffa atroce per una piazza calda come quella foggiana, che si trova a pagare un prezzo salatissimo per le intemperanze di un gruppo ristretto di individui.




