I prezzi del cibo in Italia, una stangata da oltre il 25% per le famiglie

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Andare a fare la spesa, un gesto quotidiano e necessario, si è progressivamente trasformato in un'operazione che mette a dura prova i bilanci domestici. L'impressione, diffusa e tangibile, di vedere svanire il potere d'acquisto tra gli scaffali del supermercato trova oggi una conferma inequivocabile nei dati diffusi dall'Istat, i quali dipingono un quadro preoccupante per l'economia delle famiglie. Secondo l'istituto di statistica, infatti, i beni alimentari hanno registrato un incremento medio del 24,9% nel quadriennio compreso tra l'ottobre del 2021 e l'ottobre del 2025, un balzo che supera di quasi otto punti percentuali la crescita generale dell'indice dei prezzi al consumo.

Il peso specifico della voce alimentare

Questa impennata, che ha colpito in modo trasversale prodotti di base come verdure, latticini, uova, pane e cereali, assume un rilievo ancora maggiore se si considera il peso che il cibo rappresenta all'interno del paniere della spesa complessiva. Nel 2025, infatti, i beni alimentari da soli costituivano oltre un quinto del valore economico dei beni e servizi consumati dalle famiglie italiane, attestandosi precisamente al 16,6% della spesa totale. Una fetta così consistente del bilancio familiare, quando soggetta a rincari di tale portata, finisce inevitabilmente per comprimere le altre voci di consumo, costringendo a riorganizzare le priorità e a rinunciare ad altro.

Le cause strutturali del rincaro

Alle spalle di questa dinamica inflazionistica, che non è un fenomeno esclusivamente italiano ma che ha toccato con intensità simile anche altri paesi, vi sono una serie di shock internazionali il cui effetto si è protratto nel tempo. L'invasione in Ucraina, con le sue ripercussioni sulle catene di approvvigionamento dei cereali e sull'energia, ha innescato un circolo vizioso i cui contraccolpi, a distanza di anni, continuano a farsi sentire sui listini della grande distribuzione. A questo si sono aggiunte altre tensioni geopolitiche e gli effetti persistenti di una congiuntura economica globale tutt'altro che stabilizzata, fattori che hanno reso strutturale un'inflazione che in un primo momento si era sperato potesse essere solo transitoria.

Le strategie di adattamento delle famiglie

Di fronte a un contesto del genere, caratterizzato da un'incertezza economica che non accenna a placarsi e da salari reali che, come segnala l'Istat, restano al di sotto dei livelli del 2021, le famiglie sono state costrette a mettere in campo strategie di pura sopravvivenza. La ricerca del risparmio, diventata un imperativo categorico, si traduce in una maggiore attenzione alle offerte, nella rinuncia a prodotti considerati superflui e in un'accorta pianificazione degli acquisti, con l'obiettivo di ammortizzare uno shock che grava in misura sproporzionata sui nuclei a basso reddito, quelli per i quali la voce "alimentazione" assorbe una quota maggiore delle entrate disponibili.

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