Prezzi alle stelle, la stangata del 2025
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Redazione Economia
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Dalle bollette al caffè, passando per pasta, farina, burro, carne, frutta e verdura, i prezzi dei beni di prima necessità sono in costante aumento, mettendo a dura prova le famiglie italiane. L'incremento dei costi, che supera di gran lunga il tasso di inflazione generale, ha scatenato l'ira delle famiglie e le proteste delle associazioni dei consumatori, convinte che si tratti di una speculazione a danno di chi non può rinunciare a prodotti essenziali.
Il caffè, una delle bevande più consumate dagli italiani, è tra i prodotti che hanno subito i maggiori rincari. La colazione al bar, un rito quotidiano per molti, è diventata sempre più costosa. Il direttore generale di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni, ha sottolineato come il caffè al bar sia venduto sotto costo, con locali storici in centro che pagano migliaia di euro di locazione e non possono permettersi di vendere il caffè a meno di due euro. Maurizio Merico, titolare di alcuni bar nel centro storico, conferma che al Bar Arcobaleno una tazzina di caffè costa 1,50 euro, ma se il prezzo dovesse salire a 2 euro, la stangata sarebbe inevitabile.
Secondo un'indagine realizzata da Assoutenti insieme al Centro di formazione e ricerca sui consumi, la prospettiva di un caffè al bar a 2 euro è sempre più concreta. Gli eventi climatici estremi, che hanno colpito le coltivazioni in Brasile, Vietnam, Colombia, Costa Rica e Honduras, sono tra le principali cause di questo aumento dei prezzi. Le coltivazioni hanno risentito dei danni dovuti all'alternarsi di periodi di siccità e forti piogge anomale, con conseguente crollo delle produzioni.
In questo contesto, le famiglie italiane si trovano a dover affrontare una situazione economica sempre più difficile, con i prezzi dei beni di prima necessità che continuano a salire e le spese quotidiane che diventano sempre più onerose.




