Il Rosario dei bambini con il Papa, «per abbracciare tutti i continenti»
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Redazione Esteri
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«Grazie Gesù. Donaci la pace». Unendo la propria voce a quella di Papa Leone XIV, oltre settecento bambini lo hanno gridato a pieni polmoni ieri sera, giovedì 1° ottobre, durante la preghiera del Rosario per la pace nei Giardini vaticani, davanti alla riproduzione della Grotta di Lourdes. Appartenenti a parrocchie, scuole, associazioni, prevalentemente romane, erano accompagnati da quattrocento adulti tra genitori, insegnanti, catechisti, sacerdoti e religiose.
L’iniziativa promossa da Aiuto alla Chiesa che Soffre
La veglia ha dato avvio alla settimana mondiale di preghiera dell’iniziativa «Un milione di bambini recita il Rosario», promossa dalla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, che si snoderà dal 1° al 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario.
Il cardinale Kurt Koch, presidente internazionale della Fondazione, nel suo saluto ha sottolineato come l’iniziativa inviti i bambini a scoprire «che possono portare a Gesù, insieme con Maria, le sofferenze del mondo», aggiungendo che «è proprio la voce dei più piccoli che si affidano a Lui con fiducia a trovare un ascolto privilegiato nel cuore di Dio».
Il dialogo del Pontefice con i più piccoli
Prima di iniziare la recita del Rosario, Leone XIV ha intrattenuto con i presenti un breve dialogo. «Sono davvero felice di stare con voi! E voi, ragazzi, ditemi: siete contenti? Siete contenti di essere qui?», ha chiesto il Papa, ricevendo un corale sì. «Bene, mi fa piacere. Soprattutto perché stasera ci siamo radunati per stare insieme alle due persone che ci amano più di chiunque altro. Chi sono? Il Signore Gesù e la sua Mamma, Maria, che non ci lasciano mai soli e che sono sempre vicino a noi». Quindi ha invitato i bambini a ripetere insieme: «Ti voglio bene, Gesù. Ti voglio bene, Maria».
E ancora: «Sì, vi vogliamo bene, Gesù e Maria, e stasera vi chiediamo un dono speciale: la pace per tutti i bambini del mondo, specialmente per quelli che vivono dove c’è la guerra, in tanti Paesi della terra».
Cinquanta milioni di Ave Maria da tutto il pianeta
Il Pontefice ha poi spiegato ai presenti la dimensione universale della preghiera di quella sera, ricordando che non erano soltanto loro a pregare. «In tutto il mondo, un milione di bambini prega con noi. Un milione! Pensate: cinquanta milioni di Ave Maria che salgono in Cielo da tutte le parti e in tutte le lingue della terra chiedendo la pace, e che si uniscono come in un’unica, grandissima corona del Rosario, per abbracciare e stringere tra loro tutti i continenti, le razze e le nazioni del pianeta».
Leone XIV ha quindi raccomandato ai bambini di accompagnare la preghiera con comportamenti concreti: «Ci impegniamo anche a essere buoni e a comportarci bene – a casa, a scuola, al catechismo, con i genitori, con tutti, anche quando giochiamo e quando facciamo sport –, perché le preghiere devono sempre accompagnarsi con le opere buone, con i gesti d’amore. E così cresce la pace!».
Il Rosario nelle diocesi e nelle parrocchie
L’appuntamento in Vaticano è stato solo il momento inaugurale di una settimana di preghiera che coinvolge diocesi, parrocchie, scuole e famiglie in tutti i continenti. Nella mattinata di giovedì 1° ottobre, il vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti si è recato alla Scuola dell’Infanzia e Primaria “Maria Ausiliatrice” per iniziare il mese dedicato alla Madonna del Rosario, pregando con gli alunni una decina del Rosario e ricordando in particolare la Terra Santa.
In serata, anche ad Isili, in Sardegna, un gruppo di fedeli si è riunito intorno alle 21 davanti alla grotta di Lourdes accanto alla Chiesa parrocchiale di San Saturnino, affidando alla Madonna i governanti, le vittime di guerra, chi è vittima di violenza e le famiglie. Il gruppo di preghiera si è sciolto intorno alle 22 con l’impegno di ritrovarsi nelle prossime settimane.
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