Borse europee prudenti, l'energia spinge il listino mentre Wall Street arretra

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno chiuso la seduta con variazioni contenute, in un clima di cautela che ha accompagnato gli operatori per l'intera giornata. L'indice Stoxx 600 ha registrato un progresso dello 0,4%, sostenuto principalmente dal comparto energetico, mentre a Parigi il Cac 40 ha guadagnato lo 0,35% e a Londra il Ftse 100 si è fermato a un più modesto +0,25%.

Milano ha chiuso in territorio positivo con il Ftse Mib in rialzo dello 0,2%, mentre Francoforte e Madrid hanno mostrato variazioni quasi impercettibili.

Il petrolio torna protagonista

A trainare i listini europei è stato soprattutto il comparto dell'energia, spinto dal rialzo delle quotazioni del greggio. Il Wti, il riferimento statunitense, è arrivato a scambiare intorno ai 94 dollari al barile, mentre il Brent ha superato quota 106 dollari, con incrementi superiori al 2%. A sostenere i prezzi contribuisce l'incertezza sul fronte geopolitico mediorientale, alimentata dalla ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran attraverso la mediazione del Qatar.

Sul mercato di Amsterdam, anche il gas naturale europeo ha segnato un rialzo di quasi il 3%, portandosi a 74,2 euro al megawattora, complice una riduzione della produzione norvegese per manutenzione degli impianti.

Pressione sui metalli preziosi

In controtendenza rispetto all'energia, l'oro ha accusato una flessione significativa, scivolando del 3,7% fino a 4.150,93 dollari l'oncia, il calo più marcato dall'inizio del mese. Il movimento riflette la corsa dei rendimenti obbligazionari, con il decennale statunitense che ha superato il 5,2%, spingendo gli investitori verso asset a rendimento più elevato e penalizzando i metalli preziosi, tradizionalmente privi di cedola.

Anche gli Etf legati all'oro e all'argento hanno registrato vendite diffuse, con perdite che in alcuni casi hanno superato il 3%.

Wall Street apre in rosso

Oltreoceano, la settimana è iniziata all'insegna della debolezza per i principali indici statunitensi. Il Dow Jones Industrial ha perso lo 0,67%, il S&P 500 ha ceduto lo 0,77% e il Nasdaq Composite ha arretrato dello 0,92%. A pesare sui listini americani sono stati soprattutto il rialzo dei rendimenti dei Treasury e il calo dei titoli legati all'intelligenza artificiale, con Advanced Micro Devices e Micron Technology in flessione di circa il 4% e il 2% rispettivamente.

L'attenzione degli operatori è ora rivolta ai dati sul mercato del lavoro statunitense previsti per la fine della settimana, con gli economisti che stimano un incremento di circa 90.000 posti non agricoli nel mese di settembre.

Rendimenti obbligazionari e spread

Sul fronte dei titoli di Stato dell'area euro, la tensione resta elevata. Il rendimento del Btp decennale italiano si è attestato al 4,57%, mentre il Bund tedesco di pari scadenza ha raggiunto il 3,63%, portando lo spread tra i due a 94 punti base. Nel corso della seduta, la presidente della Bce Christine Lagarde è intervenuta a Strasburgo nell'ambito del dialogo monetario con il Parlamento europeo, in un appuntamento seguito con attenzione dagli investitori per le indicazioni sulle prospettive della politica monetaria.

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