A pochi passi da San Pietro, la palestra dove si allenava il nuovo Papa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nell’Omega Fitness Club, a due passi dalla Basilica Vaticana, Alessandro Tamburlani ricorda i giorni in cui Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV, si allenava tra i suoi macchinari. «Era un uomo semplice, umile, che condivideva con gli altri la passione per il fitness», racconta il fondatore della palestra, sottolineando come il pontefice, allora cardinale, dedicasse tempo alla cura del corpo senza mai ostentare il proprio ruolo. Quella che un tempo era una sala attrezzi frequentata da pochi habitué è diventata, quasi da un giorno all’altro, la palestra più celebre di Roma.

Stamattina, durante il Regina Caeli cantato dalla Loggia delle Benedizioni, Leone XIV ha mostrato un cambiamento significativo: al posto del crocefisso d’oro con le reliquie di Sant’Agostino, ne ha indossato uno d’argento, più sobrio e anonimo. Un gesto che non passa inosservato, così come le sue parole sulla necessità di un “cessate il fuoco” in Ucraina e a Gaza, pronunciate con un richiamo esplicito all’eredità di Wojtyla. Il suo stile, attento ai simboli e alle parole, si delinea con sempre maggiore chiarezza, mentre il mondo osserva come intenderà governare una Chiesa divisa tra tradizione e modernità.

Intanto, ieri mattina, è arrivato a Roma John Prevost, uno dei due fratelli maggiori del Papa. Proveniente dalla villetta di New Lenox, a sessantacinque chilometri da Chicago, dove Leone XIV è cresciuto, ha confessato di essere “emozionato” per l’elezione del fratello, anche se consapevole del fatto che «avrà gli occhi di tutti addosso, essendo il primo americano a sedere sul soglio di Pietro».

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