Conte e lo scudetto social: il futuro tra sogni e silenzi
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Redazione Sport
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«Ti ho sognato tutte le notti». Le parole di Antonio Conte, pronunciate a caldo dopo la conquista dello scudetto con il Napoli, suonano come un tributo emotivo a un traguardo inseguito con ossessione. Ma dietro quella dichiarazione, che ha fatto il giro dei social, si nasconde una domanda più pragmatica: l’allenatore resterà all’ombra del Vesuvio? La risposta, per ora, è affidata a un gioco di allusioni. «Io e il presidente siamo dei vincenti, intanto festeggiamo insieme», ha detto Conte, evitando di sciogliere i nodi che tengono in sospeso tifosi e osservatori.
Aurelio De Laurentiis, da parte sua, ha preferito distogliere l’attenzione dal futuro del tecnico, concentrandosi su un annuncio inaspettato: «Martedì andremo dal Papa, non ho voluto dirlo prima ai ragazzi». Un dettaglio che, se da un lato ha alimentato l’atmosfera di festa, dall’altro ha lasciato intatta l’incertezza. «State sereni, Conte è un grandissimo allenatore», ha aggiunto il presidente, elogiando il gesto dell’allenatore verso il piccolo Daniele, vittima di un recente fatto di cronaca. Ma le vere carte, come spesso accade a Napoli, restano coperte.
La storia recente del club suggerisce che la permanenza degli allenatori sia una questione spinosa. C’è chi, come Benitez, ha resistito due anni; chi, come Sarri, ha rispettato il contratto fino al terzo; e chi, come Spalletti, ha scelto di andarsene nonostante il rinnovo automatico dopo la vittoria del titolo. Conte, oggi, si trova in un equilibrio precario: celebrato come l’artefice di un’impresa «la più difficile della mia carriera», come lui stesso l’ha definita, ma con un futuro ancora tutto da scrivere.




