Tensioni tra Usa e Ucraina: Trump attacca Zelensky, Tajani invoca calma

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump hanno riacceso i riflettori sui rapporti tra Stati Uniti e Ucraina, già tesi da mesi. In un’intervista rilasciata ieri, Trump ha definito il leader ucraino Volodymyr Zelensky “un dittatore mai eletto” e “un comico mediocre”, accusandolo di aver ottenuto centinaia di miliardi di dollari dagli Stati Uniti per una guerra che, secondo l’ex presidente, “non avrebbe mai vinto”. Trump ha aggiunto che Zelensky “si rifiuta di indire elezioni”, è “molto basso nei sondaggi ucraini” e ha saputo “suonare Biden come un violino”, riferendosi alle pressioni esercitate sul predecessore per ottenere sostegno militare e finanziario.

Le parole di Trump, che non hanno risparmiato toni duri, hanno suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, il leader della Lega Matteo Salvini ha espresso apprezzamento per le posizioni dell’ex presidente americano, definendole “positive” e in linea con una visione realista della politica estera. Dall’altro, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha invitato alla calma, sottolineando la necessità di ridurre le tensioni e favorire un dialogo costruttivo. Tajani, che ha ribadito il sostegno dell’Italia all’Ucraina, ha evitato di commentare direttamente le dichiarazioni di Trump, concentrandosi invece sulla delicata fase diplomatica in corso.

Intanto, Petro Poroshenko, ex presidente ucraino, ha criticato Zelensky per il suo approccio nei confronti di Trump. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Poroshenko ha affermato che il leader attuale “sbaglia a scontrarsi con Trump”, suggerendo una maggiore cautela nelle relazioni con Washington. Le parole di Poroshenko, che ha guidato l’Ucraina dal 2014 al 2019, riflettono le divisioni interne al Paese, dove l’operato di Zelensky è sempre più oggetto di dibattito, anche alla luce dei bassi consensi registrati nei sondaggi.

Non sono mancate le reazioni da Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito “inaccettabili” le dichiarazioni di Zelensky su Trump, accusando il presidente ucraino di alimentare una retorica controproducente. Peskov ha sottolineato come, negli ultimi mesi, i rappresentanti del governo di Kiev si siano spesso permessi di fare affermazioni “assolutamente inaccettabili” su altri capi di Stato, aggravando ulteriormente le tensioni internazionali.

La situazione rimane complessa, con l’Ucraina ancora al centro di un conflitto che, nonostante gli sforzi diplomatici, non accenna a placarsi. Le parole di Trump, che ha esortato Zelensky a “muoversi rapidamente se non vuole perdere il Paese che gli è rimasto”, sembrano riflettere una crescente frustrazione da parte americana verso una guerra che, secondo l’ex presidente, “sta andando nella direzione sbagliata”.

Mentre il dialogo tra Russia e Stati Uniti prosegue tra alti e bassi, le dichiarazioni di Trump hanno riportato l’attenzione sulle fragilità del governo ucraino, diviso tra la necessità di mantenere il sostegno internazionale e le pressioni interne per una risoluzione del conflitto. In questo contesto, le parole di Tajani appaiono come un tentativo di bilanciare le posizioni, evitando di alimentare ulteriori polemiche ma ribadendo l’impegno italiano a sostegno di Kiev.

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