Sara Ceccantini, il racconto del testimone: «Inversione vietata, poi il botto». Attesa per l'autopsia e i funerali

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   «Ho sentito un botto, come se fosse esplosa una bomba». Con queste parole un testimone oculare ha descritto il momento dell'impatto che è costato la vita a Sara Ceccantini, la 37enne aretina vittima di un incidente stradale a Mykonos mentre si trovava nell'isola greca per festeggiare il suo addio al nubilato. La ricostruzione fornita da chi ha assistito alla scena, riportata dal Mattino, sembra scostarsi dalle prime ipotesi investigative, delineando un quadro più preciso di quanto accaduto su quella strada.

Secondo il racconto, l'auto sulla quale viaggiava la donna, insieme ad altre tre ragazze e un conducente, avrebbe effettuato un'inversione a U in un punto in cui la manovra era vietata; subito dopo, l'impatto con l'altra vettura, guidata da un uomo del luogo, si è rivelato fatale per la giovane mamma.

La dinamica dell'incidente e le versioni raccolte

La testimonianza emersa in queste ore contribuisce a fare chiarezza su una dinamica che finora appariva ancora sfumata. Mentre le autorità elleniche procedono con gli accertamenti, il racconto del testimone introduce l'elemento della manovra proibita come possibile causa scatenante dello scontro frontale. Le due automobili coinvolte, stando a quanto si apprende, viaggiavano su un tratto di strada dell'isola delle Cicladi quando, dopo l'inversione, è avvenuto il violento schianto.

I conducenti, ascoltati dalle forze dell'ordine, sono stati entrambi rilasciati: si tratta del fratello di una delle amiche di Sara, una delle tre ragazze che si trovavano con lei a bordo, e del conducente greco dell'altro mezzo. Una delle amiche della vittima, ferita nell'impatto, è attualmente ricoverata in ospedale ad Atene in condizioni giudicate gravi ma non tali da mettere in pericolo la sua vita.

L'autopsia e il rientro della salma in Italia

L'autopsia sul corpo di Sara Ceccantini è stata effettuata giovedì scorso, come disposto dalle autorità giudiziarie greche per ottenere elementi utili a chiarire l'esatta dinamica del sinistro e le cause del decesso. La salma, dopo l'esame autoptico, è stata restituita alla famiglia e il rimpatrio è atteso per mercoledì, giorno in cui il feretro farà ritorno in Italia. La giovane, che avrebbe compiuto 40 anni il prossimo ottobre, lascia un bambino piccolo; il matrimonio con il suo compagno, che avrebbe dovuto celebrarsi proprio oggi a Civitella, è stato tragicamente cancellato dall'incidente.

La data delle esequie è già stata fissata: i funerali si terranno nel Duomo di Arezzo, dove parenti e amici potranno dare l'ultimo saluto a Sara.

Le indagini in corso e le ipotesi degli inquirenti

Le autorità greche stanno ora vagliando tutti gli elementi raccolti, comprese le testimonianze e i rilievi effettuati sul luogo dello schianto, per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi. L'esito dell'autopsia, i cui risultati sono ancora attesi, potrebbe fornire indicazioni cruciali per confermare o meno la ricostruzione fornita dal testimone. La presenza di un'eventuale inversione vietata, se accertata, configurerebbe una chiara violazione del codice della strada, spostando il baricentro delle responsabilità sul conducente della vettura su cui viaggiava la vittima.

Al momento, comunque, non risultano formalizzate ipotesi di reato nei confronti di nessuno dei due automobilisti, che rimangono a piede libero in attesa che le indagini giungano a una conclusione definitiva.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.