Sondaggi politici, il pd perde lo slancio mentre tra i partiti minori crescono m5s e lega
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Redazione Interno
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Dopo una serie di rilevazioni positive, che avevano alimentato l’idea di una rimonta ormai inarrestabile in seguito alla vittoria del fronte del “No” al referendum sulla giustizia, il Partito Democratico interrompe bruscamente la sua corsa. Secondo l’ultimo sondaggio Swg, realizzato per il TgLa7 e diffuso nella giornata del 20 aprile, i dem – nonostante le fibrillazioni che hanno attraversato la maggioranza nelle settimane scorse – registrano una flessione dello 0,3%, scivolando sotto la soglia del 22% e tornando a distanziarsi da Fratelli d’Italia, che invece resiste senza particolari scossoni.
FdI resiste e allontana lo spettro del declino
Se il partito della premier Giorgia Meloni aveva subito i contraccolpi della sconfitta referendaria, mostrando un iniziale affaticamento nei consensi, il nuovo rilevamento del 20 aprile restituisce l’immagine di una forza politica che ha saputo arrestare l’emorragia di preferenze. Gli elettori del centrodestra, nonostante le tensioni interne e lo strappo consumato con l’alleato americano (Trump è tornato alla Casa Bianca ormai da più di un anno, ma le schermaglie diplomatiche pesano ancora sugli equilibri), sembrano aver ritrovato un punto di riferimento stabile. FdI si attesta saldamente al 29,3%, mantenendo un vantaggio strutturale sull’opposizione e confermando la propria egemonia nel campo conservatore.
Il campo largo si ridisegna: il ritorno di M5s e Lega
A beneficiare di questa fase di stallo non è però solo l’asse di governo. Nel cosiddetto “campo largo” delle opposizioni, a guadagnare consensi sono principalmente i partner minori del centrosinistra. Il Movimento 5 Stelle, in particolare, approfitta del momento di appannamento del Pd per rosicchiare spazio, guadagnando lo 0,2% e portandosi a una percentuale che si aggira intorno al 12,4%. Un recupero che il leader Giuseppe Conte capitalizza in un momento di evidente difficoltà per la segretaria dem Elly Schlein. Specularmente, anche sul fronte opposto della scacchiera politica, si registrano movimenti degni di nota: la Lega, che nelle ultime settimane aveva vissuto una fase complicata anche a causa della scissione di Futuro Nazionale, recupera terreno con un +0,2%. Un dato, quest’ultimo, che dimostra come il Carroccio riesca a tenere testa alla concorrenza interna, limitando i danni della diaspora causata dal generale Vannacci (la cui formazione politica, al contrario, mostra una prima frenata rispetto ai debutti precedenti).
Forza Italia e Avs, i movimenti ai margini
Osservando le variazioni minime, ma comunque significative in un quadro di generale assestamento, si notano progressi anche per Forza Italia e per Alleanza Verdi-Sinistra. Entrambe le formazioni guadagnano un decimale (+0,1%), con gli azzurri di Antonio Tajani che si portano al 7,8% e la lista guidata da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni che sale al 6,7%. Questi lievi scostamenti – parliamo di variazioni che non superano mai i tre decimali – delineano tuttavia un paesaggio politico in cui i due poli principali faticano a sfondare il muro del 30%, lasciando ampio respiro ai movimenti satelliti che, di settimana in settimana, giocano la loro partita al margine. L’indagine Swg, come sempre, raccoglie le interviste su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione, offrendo una fotografia fedele delle umori della penisola in questa calda primavera del 2026.




