Mosca e Washington discutono dell'accordo sull'Ucraina, mentre il fronte cambia volto

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mosca e Washington stanno portando avanti, seppure tra luci e ombre, un dialogo sulle sorti del conflitto in Ucraina. Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, in un’intervista al canale Rossiya, ha infatti confermato che con gli Stati Uniti “stiamo discutendo attivamente di un accordo con l’Ucraina”, il quale si baserebbe sulle intese raggiunte in precedenza ad Anchorage. Ushakov ha però aggiunto, in una nota di realismo diplomatico, che dagli americani arrivano “commenti e segnali sull'Ucraina” e che a Mosca “alcuni piacciono, alcuni no”, delineando un negoziato complesso e non privo di asperità.

La nuova guerra di movimento a Pokrovsk

Mentre i colloqui procedono, la guerra sul campo sta subendo una trasformazione profonda, che sta mettendo a dura prova le difese ucraine. L’epicentro di questo cambiamento è la battaglia per Pokrovsk, dove la strategia russa, ormai lontana dai cosiddetti “attacchi tritacarne” che caratterizzarono l’assedio di Bakhmut, si è fatta sorprendentemente mobile e fluida. I video, verificati e geolocalizzati a pochi chilometri dalla città, mostrano come l’esercito di Mosca stia ora impiegando piccoli gruppi d’assalto che si muovono agilmente con motocicli e quad, sfruttando la copertura offerta dalla nebbia e dal terreno. Questa nuova tattica, che nessuno aveva pienamente previsto, costringe le forze di Kiev a un logorante gioco di difesa asimmetrica, mentre il fronte attorno a loro si restringe progressivamente e le operazioni di evacuazione della popolazione civile diventano un’impresa quasi impossibile.

L’affondo a sorpresa a Novopavlivka

Questa rinnovata capacità offensiva russa non si limita al solo settore di Pokrovsk, ma si manifesta con uguale efficacia in altre aree del fronte meridionale. Un esempio lampante è l’affondo sferrato a Novopavlivka, dove, approfittando ancora una volta di condizioni atmosferiche che limitano l’uso dei droni, una colonna corazzata ha superato un corso d’acqua su un ponte mobile e ha irrotto nel villaggio. L’avanzata, che si è spinta per una dozzina di chilometri nelle linee ucraine, è stata descritta come una “coltellata” che ha aperto di fatto un nuovo, pericoloso varco. È un modus operandi che, secondo le analisi, è destinato a ripetersi con frequenza per tutto il periodo invernale, ogni qualvolta il tempo offrirà una sufficiente copertura visiva.

L’adattamento continuo delle tattiche

Ciò che emerge con chiarezza è dunque un continuo e rapido adattamento delle tattiche di Mosca, le quali, abbandonata la rigidità degli assalti frontali in massa, puntano ora sulla sorpresa, sulla mobilità e sullo sfruttamento meticoloso degli elementi ambientali. L’uso massiccio di droni, combinato con unità leggere e mezzi improvvisati, sta ridefinendo la geometria del conflitto, obbligando le forze ucraine a rivedere le proprie contromisure in una corsa contro il tempo. La conquista di due villaggi nella regione di Zaporizhzhia, sebbene di per sé di limitato valore strategico, rappresenta un ulteriore tassello di questa pressione costante e multidirezionale che logora le difese nemiche.

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