Pagamenti, perché in Italia vince ancora il contante: i cinque profili dei consumatori

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Banca d'Italia ha pubblicato il rapporto "Come paghi? Profilazione dei consumatori tramite diari di pagamento e Intelligenza Artificiale", uno studio che classifica i consumatori italiani in base alle loro abitudini di pagamento combinando valutazione umana, Large Language Models e algoritmi di apprendimento supervisionato. La ricerca prende le mosse dall'indagine SPACE 2024 dell'Eurosistema, condotta dalla Banca Centrale Europea tra la fine del 2023 e la prima metà del 2024 su un campione di oltre quattromila rispondenti italiani.

I risultati restituiscono un quadro articolato, nel quale la transizione verso gli strumenti digitali procede, ma non in modo uniforme e non necessariamente nella direzione delle soluzioni più innovative.

Cinque profili per raccontare come pagano gli italiani

La ricerca individua cinque profili comportamentali distinti. Il gruppo più numeroso è quello dei tradizionalisti, che rappresentano il 50,2% dei consumatori: si tratta di persone che combinano contante e carte presso i punti vendita fisici, con un ricorso limitato ai canali di pagamento a distanza. Seguono gli utenti solo digitali, pari al 24%, che non utilizzano contante in alcun contesto e si affidano esclusivamente a carte di debito e di credito.

I ben connessi, il 14,6%, sfruttano in modo flessibile una molteplicità di strumenti e canali, dal contante alle carte ai wallet digitali. All'estremità opposta dello spettro si collocano due gruppi minoritari ma significativi: gli amanti del contante, 6,6%, che si affidano prevalentemente al denaro fisico, e gli scettici bancari, 4,6%, che utilizzano contante e carte prepagate evitando però conti correnti, carte di credito e pagamenti mobile.

Complessivamente, i due gruppi ai margini del sistema bancario tradizionale valgono l'11,2% della popolazione.

Giovani digitali, anziani legati al contante

Le caratteristiche socio-demografiche dei cinque profili sono eterogenee. La Generazione Z, i nati tra il 1997 e il 2012, è sovrarappresentata tra i ben connessi e gli utenti esclusivamente digitali, a conferma di una maggiore familiarità dei nativi digitali con gli strumenti elettronici. Gli over 65 si concentrano invece tra gli amanti del contante e gli scettici bancari, con una quota rilevante di persone che hanno interrotto gli studi alla licenza media e percepiscono redditi inferiori a 1.500 euro al mese.

I profili con un uso più pronunciato del denaro fisico sono associati anche a lavoratori autonomi, più donne che uomini e residenti nel Mezzogiorno. All'opposto, i redditi superiori ai 4.000 euro mensili sono più frequenti tra i ben connessi.

Il contante resiste, ma il quadro si muove

Un dato emerge con chiarezza dal rapporto: il contante continua a mantenere un ruolo rilevante nel sistema dei pagamenti italiano. Presso i punti vendita fisici rimane lo strumento più utilizzato, in particolare per gli acquisti di valore ridotto, fino a cinquanta euro. Tuttavia, il suo impiego si è progressivamente ridotto nel tempo, mentre i pagamenti elettronici crescono complessivamente, sostenuti anche dall'aumento degli acquisti online.

Le carte restano la principale alternativa al contante per le transazioni al punto vendita e lo strumento più utilizzato anche per gli acquisti a distanza, seguiti dai wallet digitali come Google Pay, Apple Pay e Satispay.

Le implicazioni per le politiche di pagamento

Lo studio suggerisce che le iniziative di policy nel campo dei pagamenti, comprese quelle relative alle valute digitali delle banche centrali, dovrebbero tenere conto di queste eterogeneità. I consumatori che ricadono nei profili più legati al contante esprimono infatti esigenze specifiche: semplicità d'uso, costi contenuti e tutela della riservatezza sono le condizioni che, secondo lo studio, renderebbero più probabile l'adozione di strumenti innovativi da parte di chi oggi ne resta ai margini.

Il rapporto evidenzia inoltre come adottare comportamenti alternativi al contante non implichi necessariamente il ricorso alle soluzioni di pagamento più avanzate: molti utenti solo digitali, pur avendo abbandonato il denaro fisico, mantengono abitudini relativamente convenzionali, basate principalmente sulle carte.

Chi resta fuori dal circuito digitale

Il profilo di chi non usa strumenti digitali di pagamento è piuttosto definito. Si tratta in prevalenza di persone con redditi bassi, spesso percettori di entrate in contanti, con risparmi e investimenti limitati e scarso interesse verso bonifici istantanei e cripto-attività. Gli scettici bancari mostrano una diffidenza più marcata verso il sistema creditizio tradizionale: possiedono meno conti correnti rispetto agli stessi amanti del contante, ma dispongono di carte prepagate, ottenibili senza aprire un rapporto bancario, e le utilizzano anche per acquisti online.

Tra gli amanti del contante, invece, la presenza di lavoratori autonomi è relativamente ampia, un dato che lo studio collega al possibile uso del denaro fisico nell'ambito dell'attività professionale.

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