Pagamenti digitali, la svolta del 2025: carte a 13,5% mentre crolla l’uso del contante

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Prosegue senza sosta – ormai lo si può definire un trend strutturale, non più una semplice moda passeggera – la corsa dei pagamenti digitali in Italia. A certificare il cambiamento, che riguarda tanto le abitudini di spesa quotidiane quanto la gestione della liquidità, è l’ultimo report del Centro studi di Unimpresa, elaborato sui dati messi a disposizione dalla Banca d’Italia.

L’analisi, relativa all’intero arco del 2025, fotografa un sistema economico in piena trasformazione: mentre le operazioni effettuate con strumenti elettronici salgono a livelli record, il ricorso al contante subisce una contrazione altrettanto significativa, segnando un sorpasso che non ha più nulla di episodico.

Nel dettaglio, lo scorso anno le transazioni realizzate con carte di pagamento hanno toccato quota 12,3 miliardi; un dato che, messo a confronto con i 10,9 miliardi del 2024, restituisce un incremento del 13,5%.

Non è cresciuto solo il numero di operazioni, ma anche il loro peso specifico: gli importi complessivamente movimentati sono infatti passati da 469 a 506,3 miliardi di euro, segnando un +8% in valore. Unimpresa sottolinea come, in termini di valore assoluto, le carte di debito rappresentino da sole la fetta più grande della torta, ovvero il 60,4% di tutti i pagamenti effettuati con questo strumento.

L’implosione dell’analogico: addio assegni e prelievi in caduta libera

A fronte di questa avanzata del digitale, c’è un altrettanto evidente arretramento delle vecchie abitudini legate al denaro fisico. L’approvvigionamento di contante, inteso come operazioni di prelievo presso gli sportelli, ha subito una brusca frenata: rispetto al 2024, si registra un -5,5% nel numero di operazioni, le quali scendono a 1,1 miliardi, e una riduzione del 3,5% degli importi prelevati, che si fermano a 340 miliardi di euro.

Un declino che riguarda anche uno strumento un tempo insostituibile come l’assegno: ormai relegato a una nicchia trascurabile (appena lo 0,3% del totale delle operazioni), nel 2025 ha fatto segnare un crollo del 13,6% nel numero di pezzi (sceso a 51,5 milioni) e del 9,4% nel controvalore (fermo a 221,6 miliardi).

Contactless e bonifici istantanei: le due anime della modernizzazione

Se si osserva il motore di questa crescita, emergono due protagonisti assoluti che stanno ridisegnando il panorama dei servizi bancari. Da un lato, il contactless ha letteralmente rivoluzionato l’esperienza d’acquisto nei punti vendita fisici: basta un avvicinamento della carta o dello smartphone per concludere la transazione. Nel 2025, le operazioni senza inserimento fisico del titolo hanno raggiunto quota 8,56 miliardi, con un balzo in avanti del 25,4% rispetto all’anno precedente, e un valore complessivo di 310,9 miliardi di euro (+21,3%).

Dall’altro lato, il mondo dei trasferimenti bancari sta vivendo la rivoluzione dell’istantaneità. I bonifici istantanei hanno registrato un vero e proprio boom: le operazioni sono schizzate del 144,7% (arrivando a 298,8 milioni), mentre gli importi sono aumentati del 150,1%, toccando la cifra ragguardevole di 241,6 miliardi di euro.

La fotografia di una trasformazione ormai irreversibile

Guardando il quadro generale, risulta evidente come il vecchio e il nuovo procedano ormai su binari opposti. Il totale delle operazioni elettroniche (carte, bonifici, addebiti diretti) ha superato i 16,5 miliardi. Per comprendere la portata del sorpasso, basti pensare che oggi i pagamenti con carta sono quasi dodici volte superiori al numero di prelievi di contante effettuati. Pur mantenendo una funzione residuale – specie per alcune fasce della popolazione o per transazioni di importo molto contenuto – la liquidità fisica non è più la protagonista assoluta della spesa quotidiana.

Il presidente di Unimpresa, commentando i dati, ha parlato di “segnale positivo di modernizzazione”, evidenziando però come la transizione debba preservare la libertà di scelta dei cittadini. Quello che emerge con chiarezza, alla luce dei numeri del 2025, è che l’italiano medio non ha più paura dello schermo e preferisce la tracciabilità e la velocità della moneta elettronica, relegando il bancomat fisico al ruolo di “ruota di scorta”.

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