La batteria Shenxing 3 di Catl ricarica in sei minuti e mezzo il divario con il motore termico
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Redazione Economia
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Pechino. Se la sosta alla colonnina diventasse un’azione altrettanto rapida quanto un rifornimento di benzina, forse l’ultima resistenza psicologica – quella legata al tempo dell’attesa – cadrebbe definitivamente. L’idea, che fino a poco tempo fa sembrava pura teoria, sta assumendo i contorni di una concreta realtà industriale grazie agli ultimi prototipi presentati da Catl, il colosso cinese delle batterie, in occasione del Salone dell’Auto di Pechino. L’azienda ha infatti svelato la Shenxing 3, una cella agli ioni di litio capace di passare dal 10% al 98% della carica in soli sei minuti e ventisette secondi, un lasso di tempo paragonabile a quello necessario per chiudere il tappo del serbatoio dopo un pieno di carburante tradizionale.
La sfida della termoregolazione e il primato sulla concorrenza
Per comprendere la portata del primato, occorre guardare non solo ai numeri assoluti – che di per sé polverizzano i record precedenti – ma alle dinamiche fisiche che lo rendono possibile. La vera innovazione, a ben vedere, non risiede esclusivamente nella potenza di picco erogata, quanto nella gestione di un nemico storico di queste tecnologie: il calore. Gao Huan, direttore tecnologico di Catl, ha spiegato che l'incremento della temperatura rappresenta l'ostacolo maggiore; quando la batteria si surriscalda di dieci gradi, le reazioni chimiche al suo interno tendono a raddoppiare, degradando rapidamente l’elettrodo. Per scongiurare questo rischio, gli ingegneri hanno ridotto la resistenza interna delle celle a 0,25 milliohm – un valore che corrisponde alla metà della media del settore – e hanno quadruplicato la superficie di raffreddamento rispetto alla soluzione tradizionale che si limitava a raffreddare solo il fondo del pacco. Non solo: hanno introdotto un sistema di raffreddamento “di spalla” che interviene con precisione millimetrica nelle zone dove l’energia si concentra maggiormente. Il risultato è che, anche dopo mille cicli di ricarica ultrarapida, la batteria mantiene una efficienza superiore al 90%.
L’adattabilità climatica e l’autonomia da 1.500 chilometri
Ma c’è un altro aspetto, forse il più rilevante per chi vive in aree dal clima rigido, che rende questa generazione di accumulatori diversa dalle precedenti. La Shenxing 3, infatti, non teme il freddo: a una temperatura esterna di trenta gradi sotto zero, l’accumulatore è in grado di ricaricarsi dal 20% al 98% in meno di dieci minuti, un dato che pochi anni fa sarebbe apparso fantascientifico. Questa adattabilità, coniugata con una densità energetica elevatissima, produce un altro effetto a cascata: l’autonomia dichiarata tocca i 1.500 chilometri con una singola carica. Per avere un termine di paragone, significa che un viaggio da Milano a Roma e ritorno – o una tratta come quella da Pechino a Nanchino – potrebbe essere coperto senza necessità di soste tecniche per la corrente, avvicinando pericolosamente (per i motori endotermici) il concetto di "pieno di energia" a quello di "pieno di carburante".
La risposta a Byd e la guerra dei megawatt
Va da sé che un risultato del genere non sia passato inosservato nel vivo della competizione tecnologica asiatica. La presentazione di Catl, avvenuta durante il Super Tech Day del 21 aprile, è arrivata a meno di un mese di distanza dall’annuncio di Byd, il rivale storico che aveva ufficializzato una ricarica “flash” in grado di passare dal 10% al 97% in nove minuti. In questo confronto a distanza – che ricorda per certi versi la guerra delle velocità tra le case automobilistiche negli anni Ottanta – la Shenxing 3 alza ulteriormente l’asticella, introducendo di fatto il concetto di ricarica a 10C di media con picchi a 15C. Se ne deduce che la vera posta in gioco, oggi, non è più soltanto chi arriva primo al traguardo dell’autonomia massima, ma chi riesce a rendere l’attesa alla colonnina così breve da diventare, per l'utente, un non-event. E se un guidatore può ricaricare dal 10% al 35% in un solo minuto, l’equazione psicologica che ancora oggi frena molti acquirenti – quella della “perdita di tempo” – rischia di essere riscritta completamente.




