Mara Venier e il caso Teo Mammucari: nessun ultimatum ma un limite chiaro sugli ospiti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La puntata di Domenica In andata in onda domenica 15 marzo, quella che doveva essere una normale domenica pomeriggio all’insegna del varietà e delle interviste, si è trasformata in un caso mediatico destinato a tenere banco per l’intera settimana, alimentando ricostruzioni talvolta fantasiose e indiscrezioni più o meno verosimili. Nel vortice di voci che si sono rincorse, una in particolare ha preso piede con forza: quella di un presunto ultimatum lanciato da Mara Venier ai vertici della Rete, un secco “o lui o me” riferito al collega Teo Mammucari, la cui presenza fissa nel programma sarebbe diventata improvvisamente scomoda dopo quanto accaduto in diretta. La diretta interessata, intervistata da Fanpage, ha però voluto fare piazza pulita delle illazioni, offrendo la propria versione dei fatti con la schiettezza che da sempre la contraddistingue, restituendo al pubblico una verità molto più sfumata e complessa di quanto si fosse raccontato finora.
Mara Venier ha categoricamente smentito di aver mai posto un aut aut, definendo una simile ipotesi lontana dal suo modo di essere e di lavorare, eppure, nel ripercorrere quei concitati momenti finali della trasmissione, non ha nascosto il proprio disappunto per un gesto che ha definito fuori luogo, quasi una mancanza di rispetto, se non di sensibilità, verso un momento che per lei aveva un significato profondamente personale e solenne. Ci si riferisce, naturalmente, all’omaggio a Marco, lo storico cameraman del programma, un uomo che per trentotto anni, una vita intera, ha lavorato fianco a fianco con la conduttrice, condividendo migliaia di puntate e un rapporto che andava ben oltre la semplice collaborazione professionale. Quell’abbraccio, quelle lacrime, quelle parole di ringraziamento trasmesse in video rappresentavano per Mara Venier un passaggio doveroso e autentico, il giusto tributo a un lavoratore che lasciava la Rai per la meritata pensione, un saluto carico di affetto e riconoscenza che la gag di Mammucari, quel cartello esposto con su scritto un generico e maldestro appuntamento alla domenica successiva, ha irrimediabilmente spezzato, quasi profanato, costringendo la conduttrice a strappare il foglio dalle mani del comico in un moto di stizza del tutto spontaneo.
Il dietro le quinte di una domenica di tensione
Non si è trattato, però, di un episodio isolato, di una scintilla improvvisa scoccata casualmente nei secondi finali della messa in onda, ma piuttosto del culmine di una giornata in cui l’atmosfera in studio, a dire di chi c’era, si era fatta via via più pesante, complice anche un altro intervento di Mammucari che aveva messo a disagio un ospite, il comico Peppe Iodice, presente per promuovere il suo primo film, “Mi batte il corazon”. Durante l’intervista, infatti, Teo era più volte intervenuto con battute al vetriolo sul film, definendolo imbarazzante e suggerendo alla conduttrice di sbrigarsi a mandare via l’ospite per fare spazio a cose più importanti, commenti che Iodice, pur con la professionalità di chi è abituato a stare sul palcoscenico, aveva accolto con un evidente e palpabile imbarazzo, un disagio che non era sfuggito alla stessa Venier, la quale si era trovata nella scomoda posizione di dover gestire una situazione che le stava rapidamente sfuggendo di mano. Lo stesso Iodice, interpellato successivamente da Radio Marte, ha voluto smorzare i toni, spiegando con una metafora efficace quanto quella polemica gli apparisse inopportuna proprio ora che era in procinto di “partorire” la sua creatura cinematografica: una cosa, ha detto, è come se ti nascesse un figlio e tu perdessi tempo sotto la clinica a parlare col parcheggiatore, volendo così rimarcare la sua volontà di non lasciarsi distrarre e di concentrare l’attenzione esclusivamente sul suo lavoro, sul film che sarebbe uscito in sala.
La conduttrice, nel lungo e dettagliato racconto rilasciato al giornalista, ha voluto anche sgombrare il campo da un’altra voce insistentemente circolata nelle ore successive alla puntata, quella che vedeva suo figlio, Paolo Capponi, protagonista di una presunta lite nei corridoi degli studi, un’ipotesi che la Venier ha liquidato come una sciocchezza, una ricostruzione priva di alcun fondamento, spiegando che il ragazzo si trovava in un’altra zona della sede Rai e che tra l’altro, particolare non secondario, tra lui e Teo Mammucari intercorre un rapporto di sincera amicizia che renderebbe ancora più assurda l’ipotesi di uno scontro. Al netto delle smentite e delle precisazioni, però, Mara Venier non ha rinunciato a ribadire con fermezza un concetto, quasi un confine invalicabile che intende tracciare per il futuro, un paletto che nulla toglie all’affetto personale, definito fraterno, che la lega a Mammucari, ma che attiene esclusivamente alla gestione professionale del programma e al rispetto che si deve a chi accetta l’invito a sedersi nel salotto di Domenica In.
Un rapporto fraterno con confini professionali netti
L’unica cosa che rivendico, ha tenuto a sottolineare, è che dove ci sono io mentre intervisto i miei ospiti, lui non può entrare, non può intervenire, non può inserirsi con le sue battute, perché gli ospiti stessi, che magari non lo conoscono o non sono abituati al suo stile comunicativo, potrebbero non essere contenti, potrebbero sentirsi a disagio, e questo è un aspetto che non posso e non voglio più permettere che accada, una linea di condotta che ha voluto fosse chiara a tutti, a lui per primo. E nonostante la decisione appaia netta, quasi un ridimensionamento del ruolo del comico all’interno della trasmissione, la conduttrice ha speso per lui parole di grande stima e affetto, confermando di volergli molto bene e di considerarlo una persona buona, seppur dotata di un’ironia particolare, a tratti spiazzante, un’ironia che non sempre viene capita e che può essere interpretata in modi diversi, ma che comunque fa parte del suo essere e del suo modo di stare in televisione. A rendere ancora più singolare e in qualche modo paradossale l’intera vicenda, contribuisce un dettaglio squisitamente privato che la stessa Venier ha voluto condividere con i lettori: il loro legame, ha spiegato, è destinato a rafforzarsi ulteriormente per via di una prossima e imminente convivenza forzata, nel senso che lei sta per cambiare casa e Teo Mammucari andrà ad abitare proprio nel piano di sotto, un caso che trasforma due colleghi in vicini di casa e che rende l’idea di quanto il rapporto tra loro vada al di là delle semplici dinamiche lavorative, affondando le radici in una conoscenza e in una frequentazione che il tempo e gli eventi, anche i più turbolenti, non sembrano scalfire.




