Michele Rago morto a 25 anni nel parco eolico del Cosentino, il cordoglio di Bardi
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Redazione Interno
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Si chiama Michele Rago la vittima dell'ennesima tragedia sul lavoro che si è consumata questa mattina in Calabria; il giovane, originario di Brindisi di Montagna, in provincia di Potenza, aveva 25 anni e ha perso la vita all'interno del parco eolico "Aria del Vento", situato in una zona impervia lungo i crinali che separano i comuni di Mongrassano e Cerzeto, nel Cosentino. L'incidente, che ha sconvolto la comunità locale e quella lucana, si è verificato mentre il ragazzo era impegnato in operazioni di manutenzione ordinaria dell'impianto, un'attività che purtroppo si è rivelata fatale.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ancora in fase di accertamento da parte degli inquirenti, Michele Rago stava operando a un'altezza notevole, stimata tra i 60 e i 70 metri, quando, per cause che saranno oggetto di indagine, sarebbe rimasto incastrato negli ingranaggi del motore di una pala eolica.
La dinamica precisa dell'incidente è al vaglio dei carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano e del magistrato di turno della Procura della Repubblica di Cosenza, che hanno effettuato i rilievi sul posto per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare l'eventuale sussistenza di responsabilità. Tra gli elementi su cui si concentrano le verifiche vi è anche la presenza e l'utilizzo, da parte del giovane, di tutti i dispositivi di protezione individuale previsti dalla normativa per interventi in quota di questa natura.
Le complesse operazioni di soccorso
Le operazioni di soccorso, purtroppo, si sono rivelate inutili per la salvezza del giovane; la conformazione accidentata del territorio e l'altezza considerevole a cui si trovava il corpo hanno reso estremamente complesso il recupero della salma.
Per questa delicata operazione è stato necessario l'intervento di una squadra speciale dei Vigili del fuoco, appositamente equipaggiata per le operazioni in quota e per il recupero in spazi ristretti; la complessità delle manovre ha richiesto tempo e competenze tecniche specifiche per poter mettere in sicurezza l'area e restituire il corpo alla famiglia.
La notizia della morte di Michele Rago ha suscitato profonda commozione in Basilicata, regione d'origine del giovane, e ha spinto il presidente della Regione, Vito Bardi, a esprimere pubblicamente il suo cordoglio e la sua vicinanza ai familiari. In una nota ufficiale, Bardi ha dichiarato: "La notizia della tragica scomparsa del nostro giovane conterraneo ci lascia sgomenti e con il cuore colmo di dolore. Vedere una giovane vita spezzarsi così bruscamente, lontano da casa e nell'adempimento del proprio dovere, è una ferita drammatica per l'intera comunità lucana".
Il monito sulla sicurezza sul lavoro
Il presidente Bardi, nel suo intervento, ha voluto anche sottolineare la necessità di un impegno costante e prioritario per la sicurezza nei luoghi di lavoro, definendo l'accaduto come una piaga che continua a insanguinare il Paese; il governatore ha espresso la certezza che le forze dell'ordine e gli organi preposti faranno piena luce sulla dinamica, ma ha ribadito con forza che "non è accettabile perdere la vita lavorando".
Le sue parole, che riecheggiano un sentimento diffuso in un momento di profondo dolore, pongono l'accento su una questione cruciale per il sistema produttivo nazionale, richiamando le istituzioni a un impegno rinnovato per garantire condizioni di lavoro più sicure. La salma del giovane, una volta ultimate le procedure, verrà traslata nella sua città natale, Brindisi di Montagna, dove i familiari e l'intera comunità potranno dargli l'ultimo saluto.




