Crisi economica in arrivo: dalla geopolitica l’impatto sui mercati
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Redazione Economia
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La storia economica degli ultimi anni sembra una corsa a ostacoli, dove ogni crisi prepara il terreno per quella successiva. Dopo il crollo dei subprime nel 2008 e lo choc pandemico, è ora la guerra a dettare i tempi di un nuovo declino globale, con ripercussioni immediate su famiglie e imprese. Già nel post-Covid si parlava di un’economia fragile, ma l’invasione russa dell’Ucraina ha accelerato il processo: sanzioni, carenza di materie prime e rincari energetici hanno spinto l’inflazione a livelli preoccupanti.
Ora, con lo scontro tra Israele e Iran, il quadro si complica ulteriormente. «Un altro shock», lo definisce Confindustria nel suo ultimo rapporto, sottolineando come l’aumento del prezzo del petrolio rischi di aggravare una situazione già precaria. Gli economisti di viale dell’Astronomia non nascondono le preoccupazioni: l’incertezza domina, gli investimenti – pur in lieve ripresa nel primo trimestre (+1,6%) – mostrano segnali di affaticamento, mentre calano le attese di nuovi ordini.
Intanto, i mercati sfruttano ogni tregua. Le borse europee, dopo le batoste delle scorse settimane, oggi respirano: Milano guadagna l’1%, trascinata dal settore bancario, con Unicredit in testa (+1,7%) dopo l’ok dell’Antitrust Ue all’offerta su Banco Bpm. Ma è un sollievo temporaneo, legato più alla pausa di riflessione di Trump – che ha rinviato ogni decisione sull’intervento americano nel conflitto mediorientale – che a un reale miglioramento delle prospettive.




