Rocchi su Verona-Juventus: analisi dei casi e l’appello a Tudor
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Redazione Sport
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Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, è intervenuto nel corso della consueta rubrica “Open Var” per analizzare, con la consueta trasparenza che lo caratterizza, gli episodi più controversi della quarta giornata di campionato. Il fuoco della discussione si è concentrato inevitabilmente sulla partita disputata allo stadio “Marc’Antonio Bentegodi” tra Verona e Juventus, un match che ha lasciato strascichi polemici a causa di due decisioni arbitrali diametralmente opposte. Da un lato, il rigore concesso al Verona per un fallo di mano di Joao Mario – segnalato dal Var Aureliano e convalidato dall’arbitro Rapuano – e, dall’altro, il mancato cartellino rosso per il veronese Orban, autore di una gomitata ai danni del juventino Gatti.
Proprio sul primo e più discusso episodio, Rocchi non ha usato giri di parole, offrendo una valutazione chiara e definitiva. “La decisione non è corretta, per me non è calcio di rigore”, ha affermato il designatore, spiegando come non sia proficuo, in questi casi, tirare in ballo altri episodi che presentano dinamiche sempre differenti. Una presa di posizione netta che, di fatto, conferma le proteste della Juventus per una chiamata del Var giudicata eccessivamente pedissequa. Allo stesso tempo, però, Rocchi ha corretto il tiro sull’azione di Orban, indicando senza esitazione che il contatto con Gatti “era da rosso”, un’ammonizione che avrebbe potuto alterare significativamente gli equilibri della partita.
Le dichiarazioni di Rocchi, però, non si sono limitate alla mera analisi tecnica degli episodi, spingendosi a un appello diretto rivolto all’allenatore della Juventus, Igor Tudor. “Non commento mai le proteste degli allenatori, che abbiano torto o ragione, e tra l’altro nel caso specifico Tudor ha anche ragione”, ha premesso il designatore, riconoscendo la fondatezza delle lamentele. Tuttavia, ha subito aggiunto che “per noi è fondamentale usare termini corretti, non eccessivi”, lanciando un monito circa il tono delle critiche. “Ribadisco la nostra richiesta di collaborazione, in questo senso, oppure diventa una gazzarra”, ha concluso Rocchi, utilizzando un’espressione forte per sottolineare la necessità di un dialogo costruttivo che eviti degenerazioni sterili.




