Conto termico 3.0, correttivo in arrivo: le ipotesi su piccoli Comuni, risorse e controlli
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Redazione Economia
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Il Governo è al lavoro su un decreto correttivo del Conto termico 3.0 per intervenire sulla gestione delle risorse, le condizioni di accesso agli incentivi, gli edifici dei piccoli Comuni e i controlli sui contributi erogati. Il provvedimento, che ha già superato il vaglio della Conferenza Stato-regioni, punta a superare l'empasse conseguente al blocco delle prenotazioni e alla sospensione del PortalTermico del 3 marzo scorso, dovuto all'elevato volume delle richieste: nel solo mese di febbraio sono arrivate al GSE 1.547 istanze per circa 1,3 miliardi di euro, a fronte di una dotazione annua di 900 milioni. Al momento è stato riattivato il solo accesso diretto, mentre le prenotazioni sono rimaste ferme.
La stretta sugli edifici dei piccoli Comuni
La modifica più rilevante per le amministrazioni locali riguarda gli interventi sugli edifici di proprietà dei piccoli Comuni. Il contributo al 100% delle spese ammissibili sarebbe mantenuto per un solo intervento, mentre per quelli successivi la percentuale scende all'80%. Si tratta di un intervento che mira a distribuire in modo più equilibrato le risorse disponibili, evitando che un numero limitato di richieste esaurisca rapidamente la dotazione destinata al comparto pubblico. La misura riguarda i Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, che nella disciplina vigente possono accedere alla copertura integrale delle spese per interventi di efficientamento energetico e produzione di energia termica da fonti rinnovabili realizzati su immobili di loro proprietà.
Riserve e soglie per la gestione dei fondi
Il correttivo ipotizza un diverso criterio di gestione delle risorse, con un limite complessivo che resterebbe pari a 900 milioni di euro annui. L'obiettivo è adattare la distribuzione dei fondi all'andamento delle richieste e contenere gli impegni assunti attraverso le prenotazioni. Stando alle anticipazioni, dovrebbe essere prevista una riserva di almeno 300 milioni di euro per le amministrazioni pubbliche e altrettanti per i soggetti privati.
Per ciascuna categoria sarebbe fissata una soglia di impegno di 600 milioni di euro: una volta raggiunta, le prenotazioni verrebbero bloccate per la categoria interessata, con il mantenimento del solo accesso diretto. Restano da verificare le modalità di applicazione delle soglie.
Recupero degli incentivi: il coinvolgimento dei mandatari
Il correttivo interviene anche sul recupero dei contributi non dovuti. Il GSE avrà il compito di richiedere la restituzione delle somme anche al fornitore o all'installatore che abbia realizzato l'intervento e incassato l'incentivo attraverso un mandato all'incasso. La responsabilità sarebbe solidale, entro il limite degli importi effettivamente riscossi. La novità è contenuta nell'articolo 10 della bozza, che interviene sull'articolo 21 del decreto del 7 agosto 2025, dedicato a verifiche, controlli e sanzioni.
Secondo la formulazione proposta, il presupposto per l'azione di recupero è rappresentato dalla disponibilità delle somme riscosse, senza un espresso riferimento al concorso del mandatario nell'irregolarità accertata. Non si introduce quindi una nuova sanzione amministrativa a carico di quest'ultimo, ma si amplia la platea dei soggetti nei confronti dei quali può essere esercitata la pretesa restitutoria.
Risorse aggiuntive in arrivo dalla Legge di Bilancio
Accanto al correttivo, si prevede nella Legge di Bilancio 2027 il possibile potenziamento del meccanismo attraverso nuove risorse derivanti dalla clausola di salvaguardia nazionale per energia e difesa. Si parla di 700–800 milioni di euro per sostenere interventi con particolare attenzione a ospedali e università, a cui si aggiungerebbero ulteriori 200 milioni destinati ai Comuni.
Il decreto ministeriale del 7 agosto 2025 sostiene gli interventi per migliorare l'efficienza energetica degli edifici esistenti e produrre energia termica da fonti rinnovabili, con incentivi gestiti dal GSE e richiedibili da amministrazioni pubbliche e soggetti privati secondo condizioni che variano in base al beneficiario, all'immobile e all'intervento.
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