Pam, il cassiere reintegrato dopo il "test del carrello" chiude con l'azienda: "Scelgo l'indennità"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Fabio Giomi, il cassiere licenziato dalla Pam dopo il cosiddetto "test del carrello", ha deciso di non varcare più la soglia del supermercato dove ha lavorato per tredici anni. Una scelta, la sua, che giunge nonostante la piena vittoria legale ottenuta in tribunale, la quale aveva imposto all'azienda il suo immediato reintegro. Il giudice del lavoro, definendo quel licenziamento come palesemente illegittimo e discriminatorio, aveva infatti disposto il ritorno del dipendente al suo posto, stabilendo al contempo un principio giuridico che è destinato a influenzare profondamente le dinamiche nel vasto settore della grande distribuzione organizzata.

Il peso dell'ambiente di lavoro

Quello che ha spinto l'uomo verso la risoluzione definitiva del rapporto, optando per la soluzione economica che la legge prevede in casi del genere, non è stata dunque una sentenza sfavorevole, bensì una valutazione amara del clima che lo avrebbe atteso. "Ho dovuto riflettere", ha raccontato Giomi, sottolineando come la consapevolezza di un'azienza poco incline ad accoglierlo e l'indifferenza dimostrata dai colleghi abbiano avuto, alla fine, la meglio. Un contesto che, nonostante il riconoscimento giudiziario della ragione, lasciava presagire tensioni e un ritorno privo di quella serenità minima necessaria in qualsiasi ambiente lavorativo.

Il valore giuridico della sentenza

La decisione del magistrato, celebrata dal sindacato come una sentenza che "farà storia", rimane intatta nel suo portato innovativo, a prescindere dalla scelta personale dell'interessato. Il giudizio ha infatti censurato una pratica – il test sulle capacità di carico di un carrello della spesa imposto a un lavoratore over 60 – ritenendola vessatoria e discriminatoria per età, tracciando un solco preciso a tutela dei dipendenti. La vicenda, che ha visto anche momenti di protesta di fronte al punto vendita, si chiude quindi sul piano legale con un precedente importante, mentre sul piano personale si conclude con l'accettazione di un'indennità sostitutiva.

La chiusura con un accordo economico

L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, in questi casi, offre proprio questa alternativa al reintegro materiale. Giomi, quindi, percepirà quindici mensilità per chiudere definitivamente il rapporto, una somma che va ad aggiungersi alle cinque già riconosciutegli in via risarcitoria dalla Pam in seguito alla condanna. Una soluzione che, seppure metta fine a un contenzioso lungo e logorante, lascia trasparire il disagio di un lavoratore che, pur avendo combattuto e vinto per vedere affermato un proprio diritto, si è trovato a dover scegliere di allontanarsi definitivamente dal proprio posto.

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