L’Italia dello slittino conferma il suo momento positivo e sale sul podio nella staffetta di Winterberg
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La seconda tappa della Coppa del Mondo di slittino, che si è disputata a Winterberg, si è chiusa con un ulteriore, pregevole, risultato per la nazionale italiana. Dopo il podio individuale ottenuto nel singolo femminile, gli azzurri hanno infatti conquistato il terzo posto nella gara a squadre, una specialità – nota come Team Relay – nella quale ogni formazione schiera un’atleta nel singolo donne, uno nel singolo uomini, un doppio e, infine, un doppio femminile, in una successione di prove che richiede precisione assoluta e freddezza nel toccare il bersaglio posto al termine di ogni frazione. Un risultato, questo, che segue di poche settimane la vittoria nella medesima specialità ottenuta a Park City e che conferma la bontà del lavoro svolto dal gruppo tecnico, il quale – sfruttando una rosa ampia e competitiva in quasi tutte le categorie – può contare su atleti in grado di lottare per le posizioni di vertice.
Il racconto della gara tedesca
A dominare la competizione è stata, in maniera netta, la squadra di casa: la Germania, che si è imposta con il tempo di 3’12”106, dimostrando una superiorità tecnica lungo l’intero tracciato e confermando la propria tradizione in uno sport dove la preparazione meticolosa fa spesso la differenza. A seguire, staccata di oltre sei decimi, si è piazzata la formazione austriaca, tradizionale rivale e spesso antagonista sui ghiacci artificiali di mezzo mondo, la quale ha comunque mantenuto un ritmo elevato, contendendo il primato fino all’ultimo. Il distacco tra le prime due squadre, seppur significativo, non ha mai pregiudicato la tensione della gara, offrendo spettacolo fino alla frazione conclusiva.
La prova compatta degli azzurri
Il terzo posto dell’Italia, giunto a poco più di sette decimi dalla vincitrice, è frutto di una prestazione corale e senza sbavature. La staffetta era composta da Verena Hofer, fresca di medaglia nel singolo, che ha affrontato la prima frazione; dal doppio maschile formato da Ivan Nagler e Fabian Malleier, i quali, pur non salendo sul podio nella loro gara specifica, hanno fornito una prova di assoluto valore; da Dominik Fischnaller nel singolo uomini; e, per il gran finale, dal doppio femminile di Andrea Vötter e Marion Oberhofer. Ognuno di loro ha mantenuto la concentrazione necessaria, limitando gli errori e gestendo al meglio la pressione, in una prova dove il margine per l’incertezza è minimo e un solo contatto con la pista può compromettere il lavoro di un intero team.
Il quadro generale della classifica
Completano il quadro delle prime cinque le squadre degli Stati Uniti e della Lettonia, rispettivamente quarta e quinta, entrambe rimaste a oltre un secondo e mezzo dal tempo della Germania. La presenza di formazioni così competitive alle spalle del trio sul podio sottolinea l’equilibrio e l’alto livello tecnico che caratterizza questa specialità nella Coppa del Mondo, dove pochi centesimi separano spesso i piazzamenti e dove la capacità di gestire il nervosismo diventa un fattore decisivo. Per l’Italia, che da qualche stagione ha intrapreso un percorso di crescita costante, questo podio rappresenta un tassello importante nella costruzione di un profilo da potenza consolidata, capace di lottare per i massimi risultati non solo nelle specialità individuali ma anche in quelle di squadra, dove lo spirito collettivo si fonde con la prestazione del singolo.




