Slittino, ritorno sul podio per Vötter e Oberhofer a Sigulda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mancava soltanto il doppio femminile, dopo i successi nella staffetta mista e i piazzamenti di rilievo negli altri settori, a completare un avvio di stagione già positivo per la squadra italiana di slittino. Quel tassello, di notevole importanza, è stato messo a posto dalle altoatesine Andrea Vötter e Marion Oberhofer, le quali hanno conquistato il gradino più basso del podio nella tappa di Coppa del Mondo disputata sul ghiacciato tracciato lettone di Sigulda. Un risultato, questo, che assume un peso specifico notevole, considerando la prossimità dei Giochi Olimpici e il fatto che il binomio azzurro, già vincitore per due volte della classifica generale di specialità, non saliva sul podio dal febbraio dello scorso anno.

Una gara costruita con metodo

La diciassettesima medaglia mondiale in carriera per Vötter e Oberhofer, che qualcuno ricorda essere state capaci di dominare la scena, è frutto di una prova condotta con fredda determinazione. Nella prima discesa, le due atlete hanno saputo reagire a un finale non perfetto – dove qualcosa, per ammissione degli stessi tecnici, è andato storto – grazie a una spinta iniziale che si è rivelata la migliore dell’intero lotto di partenza. Quel terzo tempo parziale, che le ha tenute agganciate alle coppie di testa, le ha poste nella condizione ideale per l’assalto finale. Nella seconda manche, poi, la loro discesa è stata più netta e precisa, permettendo loro di conservare la posizione e di staccare il biglietto per la cerimonia di premiazione.

Il contesto della gara e i problemi del singolo

A Sigulda, tuttavia, non tutto è andato per il verso giusto per la spedizione italiana. Mentre il doppio maschile, con le coppie formate da Rieder e Kainzwaldner e da Nagler e Malleier, si è piazzato rispettivamente in quinta e sesta posizione in una gara vinta dalla coppia di casa, il settore del singolo ha registrato una battuta d’arresto. Dominik Fischnaller, uno dei punti di riferimento della squadra, è stato costretto al ritiro durante le prove, privando così il team di un’opzione importante per la lotta alle posizioni di vertice. La gara maschile, d’altronde, si è subito dimostrata di altissimo livello, con il tedesco Felix Loch che, dopo la prima manche, conduceva con un margine minimo sull’austriaco Nico Gleirscher, in un testa a testa dove i distacchi si misuravano in centesimi.

Un segnale nella direzione giusta

Il bronzo di Vötter e Oberhofer, dunque, non è soltanto un trofeo da aggiungere alla bacheca, ma rappresenta un indicatore chiaro dello stato di forma di un binomio che, dopo un periodo di assenza dalle prime tre posizioni, dimostra di aver ritrovato la giusta rotta. L’aver costruito il risultato su due manche sostanzialmente solide, correggendo il tiro dove necessario, lascia intravedere una crescente solidità, elemento fondamentale a poco più di un mese dall’appuntamento che corona ogni ciclo quadriennale. Il podio, insomma, arriva in un momento strategicamente perfetto, fornendo alle atlete e allo staff tecnico un punto di riferimento concreto su cui lavorare nelle prossime settimane.

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