La Roma travolge la Fiorentina 4-0 e si riavvicina alla Juve: ora il quarto posto è a -1
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Redazione Sport
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Allo Stadio Olimpico, nel match che ha chiuso la trentacinquesima giornata di serie A, la Roma ha inflitto un pesante 4-0 alla Fiorentina, un risultato che ridisegna le gerarchie nella corsa alla prossima Champions League. I giallorossi, grazie a questa vittoria schiacciante – la più larga di questa fase decisiva del campionato – sono riusciti a staccare il Como e a issarsi al quinto posto in solitaria, toccando quota 64 punti. Una quota che li proietta a una sola lunghezza dalla Juventus, ferma a 65, e a tre dal Milan, attualmente quarto. La partita, di fatto, si è già conclusa nei primi quarantacinque minuti: una tripletta micidiale ha messo ko una Fiorentina apparsa sorprendentemente spenta, forse influenzata dagli altri risultati del weekend, ma il merito principale va comunque riconosciuto alla veemenza e all’efficacia della squadra di casa.
Un primo tempo da manuale: difesa e centrocampo firmano il crollo viola
La rete di Mancini, arrivata sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Wesley, ha aperto le danze al termine di una prima fase di studio durata appena un quarto d’ora. Da quel momento, la Fiorentina – che molti attendevano più reattiva nonostante la minore pressione classifica – è letteralmente affondata sotto i colpi di un centrocampo romanista che ha dominato in fase di possesso e recupero. Wesley, subentrato nelle gerarchie offensive con continuità solo nelle ultime uscite, ha siglato la seconda rete personale sfruttando una respinta corta della difesa avversaria; un gol che porta la sua firma e che ha acceso definitivamente l’Olimpico. Hermoso, terzo incomodo nel poker del primo tempo, ha concluso una splendida azione corale con un destro a giro che non ha lasciato scampo al portiere viola. Tre reti in meno di mezz’ora, tre modi diversi per fotografare una superiorità tecnica e tattica imbarazzante per gli ospiti.
Nella ripresa Pisilli completa l’opera, Gasperini ritrova Konè
La ripresa, se possibile, ha confermato il copione del primo tempo, pur con un ritmo leggermente più blando imposto dalla Roma per gestire il vantaggio. Il poker, arrivato grazie a Pisilli – lo stesso calciatore che era stato impiegato dal primo minuto per risolvere il dubbio sull’esterno alto sinistra – è stato il coronamento di una manovra fluida e senza sbavature. L’aspetto tattico più interessante, al di là del risultato, riguarda la condizione fisica e mentale della rosa: Gasperini, infatti, ha potuto finalmente recuperare Konè dal primo minuto, schierando quello che a tutti gli effetti è il suo undici ideale, con l’unica eccezione rappresentata dall’inserimento proprio di Pisilli al posto di un eventuale esterno più offensivo. La formazione titolare, composta da Svilar tra i pali, il trio difensivo Mancini-Ndicka-Hermoso, i centrocampisti Celik, Cristante, Konè e Wesley, e il tandem offensivo Soulé-Pisilli a supporto dell’inamovibile Malen, ha funzionato come un meccanismo di precisione svizzera.
L’analisi di Lo Monaco: l’impatto di Gasperini e la freddezza romana
Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, Pietro Lo Monaco – noto osservatore del panorama calcistico italiano – ha offerto una lettura spietata del 4-0, concentrandosi in particolare sull’effetto che Gasperini sta producendo nell’ambiente giallorosso. Secondo la sua analisi, l’Olimpico si è trovato di fronte una Fiorentina meno motivata del previsto, un dato che potrebbe essere ricondotto al contestuale risultato della Cremonese, ma Lo Monaco ha sottolineato come non si possa ridurre tutto a un demerito altrui. La Roma, nella sua valutazione, è stata bravissima a mettere sotto l’avversaria fin dai primi minuti, senza concedere quella fase di adattamento che spesso nei match di alta classifica risulta fatale. La vittoria, riportando fiducia in un ambiente che nelle ultime settimane aveva mostrato qualche segnale di apprensione, rimette la squadra in piena corsa per l’obiettivo Champions, con tre giornate ancora da giocare e un calendario che ora appare meno insidioso.




