Allegri archivia lo scudetto e ridimensiona gli obiettivi del Milan dopo il ko di Napoli
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Redazione Sport
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La sconfitta rimediata al Diego Armando Maradona, quel severo 1-0 che porta la firma di Politano, non è soltanto un tonfo pesante in classifica per il Milan, ma rappresenta per Massimiliano Allegri l’occasione per ridisegnare con nettezza i confini della stagione rossonera. Intervenuto ai microfoni di Milan TV e, successivamente, a TeleLombardia nel post-partita, l’allenatore livornese ha liquidato senza troppi giri di parole ogni velleità legata alla corsa per il secondo titolo, spostando l’asse delle ambizioni su un obiettivo che, a questo punto del cammino, appare più realistico: la qualificazione alla prossima Champions League. Una sconfitta – questa la sintesi del suo pensiero – che “fa male” soprattutto perché maturata contro una diretta concorrente per le posizioni che contano, dove un successo avrebbe permesso non solo di tenere a debita distanza chi insegue, ma anche di mantenere un distacco psicologico di sole sei lunghezze dalla vetta occupata dall’Inter.
Il verdetto della classifica e il ritardo che pesa
A rendere l’analisi del tecnico ancora più amara, un dato numerico che non ammette repliche: i rossoneri accusano ora nove punti di ritardo dalla capolista, un margine che, unito alle due battute a vuoto consecutive maturate in trasferta senza nemmeno un gol all’attivo, suona come una resa di fatto nella lotta per il titolo. “Noi credo siamo fuori dalla lotta scudetto”, ha dichiarato senza mezzi termini Allegri, smorzando sul nascere qualsiasi tentativo di recupero ottimistico che aveva comunque già escluso nelle scorse settimane. Il ko contro il Napoli, come ha avuto modo di ribadire, ha semplicemente certificato l’allungo decisivo dei nerazzurri, costringendo il gruppo a guardarsi non tanto in avanti, quanto piuttosto alle spalle, dove la pressione di chi vuole strappare un biglietto per la massima competizione europea si fa sempre più opprimente. In questa chiave, il rammarico più grande risiede nella gestione di un episodio – quello che ha sbloccato la gara – che il Milan non è riuscito a portare dalla propria parte, subendo invece l’efficacia cinica di un Napoli che, occorre ammetterlo, concede realmente pochissimo agli avversari.
L’analisi tattica e le scelte di formazione
Nel dettaglio di una partita sporca e spezzettata, Allegri ha voluto difendere la prova di alcuni dei suoi uomini chiave, come Nkunku e Fullkrug, giudicandoli autori di una prestazione comunque positiva nonostante il risultato negativo. Il primo, secondo l’allenatore, ha lavorato bene sia in fase di costruzione che in copertura, sebbene gli sia mancata quella cattiveria sotto porta per trasformare l’ottima mole di gioco in un fattore concreto. Dall’altra parte, la musica suonata dal Napoli è stata quella di una squadra matura, capace di attendere l’errore altrui e di colpire con una ripartenza letale, un’azione che Allegri ha ricostruito con precisione: nata da un possesso importante dei rossoneri nella metà campo avversaria, è sfociata nell’unico tiro effettivamente parato da Maignan, rivelando una mancanza di precisione sotto porta che sta diventando un problema strutturale per questa formazione. Se a questo si aggiungono le condizioni fisiche non ottimali di alcuni elementi chiave – come Leão, reduce da un periodo di stop prolungato – si spiega perché il tecnico abbia scelto di non stravolgere l’assetto ma di puntare su chi aveva garanzie di tenuta atletica.
La ripartenza e l’imperativo Champions
Archiviato, quindi, ogni discorso relativo alla vetta, per il Milan si apre una fase di campionato altrettanto delicata ma con coordinate diverse. L’obiettivo, ora, diventa consolidare il piazzamento tra le prime quattro, un traguardo che Allegri considera sacrosanto per il blasone del club e che richiede di ritrovare immediatamente quella solidità mentale che è venuta a mancare nelle ultime uscite lontano da San Siro. “Dobbiamo stare calmi – ha spiegato l’allenatore – perché ci sono ancora vittorie da costruire per raggiungere il nostro traguardo”. La sconfitta di Napoli, per quanto dolorosa, non deve cioè tramutarsi in un lutto permanente, ma servire da lezione per migliorare in quei particolari – la rapidità nel tiro in porta, la gestione dei contrattacchi – che spesso fanno la differenza in partite equilibrate. Con la consapevolezza, ormai chiara in casa rossonera, che per restare a galla in un campionato che volge al termine non ci si può più permettere passi falsi, specialmente contro le dirette concorrenti per la corsa all’Europa che preme da dietro.




