Strappo Trump-Zelensky gela l’Ue: vertice d’emergenza a Londra

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Lo scontro verbale tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, esploso venerdì scorso nello Studio Ovale, ha lasciato l’Europa in stato di allerta. Il tono aspro e le accuse reciproche, culminate in un’escalation mediatica senza precedenti, hanno spinto il primo ministro britannico Keir Starmer a convocare un vertice d’emergenza a Londra. L’obiettivo è chiaro: cercare di contenere i danni di una crisi diplomatica che rischia di compromettere non solo gli equilibri internazionali, ma anche il futuro degli aiuti militari ed economici statunitensi all’Ucraina.

Trump, che inizialmente aveva accolto Zelensky con apparente cordialità, ha rapidamente cambiato registro, trasformando l’incontro in una sorta di corrida mediatica. Il presidente ucraino, visibilmente teso, si è trovato costretto a difendersi dalle accuse di autoritarismo, legate alla mancata convocazione di elezioni in tempo di guerra. Zelensky, che aveva insistito per essere ricevuto a Washington prima del previsto incontro tra Trump e Vladimir Putin, sperava di evitare di essere tagliato fuori da un negoziato diretto tra Stati Uniti e Russia. Un tentativo estremo, che però si è rivelato fallimentare.

La reazione di Mosca, almeno ufficialmente, è stata di silenzio. Un silenzio carico di significato, che molti interpretano come un’approvazione tacita delle mosse di Trump. Il Cremlino, che da mesi si trova in una posizione di vantaggio strategico, non ha bisogno di commentare: è lo stesso presidente americano a fare il gioco di Putin, anche se involontariamente. La Russia, che ha definito lo scontro un’“esecuzione politica”, sembra godere dello spettacolo offerto dalla Casa Bianca, mentre l’Europa osserva con crescente preoccupazione.

In Ucraina, intanto, l’effetto dello scontro ha avuto un esito paradossale. Più Trump e il suo vice J. D. Vance hanno cercato di dipingere Zelensky come un leader debole e illegittimo, più il popolo ucraino si è stretto intorno al proprio presidente. Il giorno successivo all’incontro, nonostante lo choc per la violenza verbale subita, i sondaggi hanno registrato un aumento dei consensi per Zelensky. La paura di un abbandono da parte degli alleati occidentali, unita alla minaccia concreta di una riduzione degli aiuti americani, ha spinto molti ucraini a vedere nel loro leader un baluardo contro l’aggressione russa.

Il vertice di Londra, che riunisce i principali leader europei, si svolge in un clima di emergenza. L’Europa, spiazzata dalla durezza delle parole di Trump, si trova a dover fare i conti con una realtà in cui gli Stati Uniti potrebbero ridurre drasticamente il loro sostegno a Kiev. Una prospettiva che, se realizzata, rischierebbe di alterare gli equilibri del conflitto in corso, già segnato da mesi di stallo militare e tensioni crescenti.

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