Israele intensifica gli attacchi nel sud del Libano
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Redazione Esteri
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Israele ha intensificato i suoi attacchi aerei nel sud del Libano, colpendo decine di postazioni lanciarazzi di Hezbollah. L'operazione, avvenuta giovedì sera, mira a prevenire le rappresaglie annunciate dall'Iran e da Hezbollah, in seguito alle esplosioni che hanno ucciso una quarantina di miliziani e cittadini libanesi questa settimana. La situazione è ulteriormente complicata dalla recente eliminazione di Fouad Shukr, uno dei principali capi militari di Hezbollah, da parte delle forze israeliane. Shukr, noto anche come Hajj Mohsin, era considerato una figura chiave nel trasferimento di sistemi missilistici a lunga gittata di fabbricazione iraniana in Libano.
Il governo libanese ha chiesto all'ONU di intervenire per fermare quella che definisce una "guerra tecnologica" da parte di Israele. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà venerdì per discutere la situazione. Nel frattempo, il presidente francese Emmanuel Macron e la Casa Bianca hanno lanciato appelli alla calma, temendo un'escalation del conflitto.
Gli attacchi israeliani non si limitano alle postazioni lanciarazzi. Le operazioni militari hanno colpito anche infrastrutture di Hezbollah, infliggendo pesanti danni al gruppo filo-iraniano. Parallelamente, una sofisticata operazione di sabotaggio ha colpito i sistemi di comunicazione di Hezbollah, generando caos e terrore tra la popolazione libanese.
La scelta del governo israeliano di compiere questi atti è vista come un tentativo di allargare il conflitto in Medio Oriente. La determinazione con cui Israele cerca lo scontro apre la strada a scenari imprevedibili, coinvolgendo potenzialmente anche gli alleati di Hezbollah, Iran compreso.




