Risparmio record a 1.083 miliardi, la ricchezza delle famiglie italiane supera i 6.400 miliardi nel primo trimestre 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La fotografia scattata dal Centro studi di Unimpresa restituisce un quadro dell'economia domestica italiana che, almeno sul fronte della consistenza patrimoniale, appare decisamente solido. Nel corso del primo trimestre del 2026, la ricchezza finanziaria complessiva delle famiglie italiane ha varcato la soglia dei 6.400 miliardi di euro, fermandosi a quota 6.409,5 miliardi; un dato che, messo a confronto con i 6.123,5 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025, evidenzia un incremento di ben 286 miliardi, equivalenti a un +4,67% su base annua.

Azioni e fondi comuni trainano la crescita del patrimonio

A sostenere questo vigoroso rialzo del patrimonio finanziario delle famiglie, secondo l'analisi diffusa da Unimpresa, sono stati principalmente alcuni comparti specifici degli investimenti. Le azioni e le partecipazioni hanno giocato un ruolo da protagoniste, mettendo a segno un balzo di quasi 140 miliardi di euro, mentre un contributo significativo è arrivato anche dalla raccolta dei fondi comuni di investimento, senza dimenticare il comparto assicurativo, con polizze e prodotti previdenziali, e la crescita dei depositi in conti correnti e delle obbligazioni.

È una dinamica che delinea un cambiamento nelle scelte di portafoglio degli italiani, sempre più orientati verso strumenti finanziari potenzialmente più redditizi rispetto alla tradizionale liquidità, sebbene anche quest'ultima continui a rappresentare una fetta importante del risparmio aggregato.

Patrimoni in gestione oltre i mille miliardi, +181,5 miliardi in tre anni

Un capitolo a parte, e di assoluto rilievo, riguarda il denaro affidato dagli investitori alla gestione professionale. Il patrimonio amministrato da banche, società di intermediazione mobiliare (Sim) e società di gestione del risparmio (Sgr) ha toccato, alla fine dello scorso anno, la cifra di 1.083,4 miliardi di euro. Un traguardo che assume un peso specifico ancora maggiore se rapportato al dato del 2022, quando il totale si fermava a 901,9 miliardi: la crescita in questo arco temporale è stata di 181,5 miliardi, pari a un incremento percentuale del 20,1% in tre anni.

Nel primo trimestre del 2026, complice forse un riposizionamento stagionale dei portafogli, si è registrata una leggera contrazione con il patrimonio sceso a 1.073,2 miliardi, una flessione di 10,2 miliardi (-0,9%) rispetto al dato di dicembre 2025, ma la soglia psicologica e sostanziale dei mille miliardi è stata ampiamente mantenuta.

La ripartizione delle masse tra gli intermediari e il modello di stabilità

Osservando l'evoluzione dei dati forniti dall'associazione, emerge come la crescita dei volumi sia stata accompagnata da una significativa trasformazione nella distribuzione delle masse tra i diversi attori del sistema finanziario, con le società di gestione del risparmio che hanno guadagnato terreno rispetto agli intermediari bancari tradizionali.

In questo contesto di rafforzamento del patrimonio degli italiani, il vicepresidente di Unimpresa con delega al credito, il deputato di Fratelli d'Italia, Angelo Giorgianni, ha sottolineato come l'aumento di 181 miliardi dal 2022, ovvero dall'insediamento del governo, rappresenti la conseguenza di un clima di fiducia e di stabilità politica che si riflette positivamente sulle scelte di investimento delle famiglie e sulla propensione al risparmio, elementi che contribuiscono a rinsaldare il bilancio patrimoniale del Paese.

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