Jokic e lo spavento di Denver: iperestensione al ginocchio, stop di un mese

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un contatto apparentemente banale, durante la partita persa a Miami contro gli Heat, ha gettato nel panico i Denver Nuggets e i loro tifosi. Nikola Jokic, la stella assoluta della franchigia e della lega, ha dovuto lasciare il campo alla fine del primo tempo dopo che il compagno Spencer Jones, ricadendo male, è finito con il proprio peso sulla sua gamba sinistra. L'immagine del centro serbo, che abbandonava l'area di gioco zoppicando visibilmente, ha immediatamente fatto temere il peggio per le sorti della squadra in questa parte di stagione, considerando il valore inestimabile del tre volte MVP.

Le diagnosi e la prognosi

Dopo le ore di apprensione, gli esami strumentali effettuati hanno infine fornito un quadro meno grave di quanto si potesse immaginare. I test, come comunicato dalla stessa organizzazione dei Nuggets, hanno escluso danni ai legamenti del ginocchio sinistro. L'infortunio diagnosticato è una iperestensione, sebbene di una certa entità, la quale comunque impone un periodo di riposo e riabilitazione piuttosto lungo per un atleta il cui fisico è sottoposto a sollecitazioni immense. La franchigia del Colorado, pur potendo tirare un sospiro di sollievo per l'assenza di lesioni strutturali, si prepara ora ad affrontare un tratto di campionato senza il proprio pilastro.

Il vuoto da colmare

La stima ufficiale parla di almeno quattro settimane di stop, un lasso di tempo che proietta il rientro di Jokic non prima dell'inizio di febbraio. Un mese senza il giocatore che, fino a quel momento, stava fornendo numeri da capogiro, viaggiando a una media di 29.6 punti, 12.2 rimbalzi e 11.0 assist a partita: cifre che non solo lo candidano ancora una volta al titolo di MVP, ma che raccontano di un’influenza sul gioco della squadra pressoché totale. La sua assenza costringerà l'allenatore a ridisegnare diversi schemi, sia in attacco che in difesa, e a chiedere uno sforzo maggiore a giocatori come Jamal Murray e Aaron Gordon, chiamati a sopperire a una creatività e a una visione di gioco che sono pressoché irripetibili.

Il contesto della lega

L'episodio, per quanto risolto senza conseguenze chirurgiche, si inserisce in un momento delicato della stagione NBA, dove la classifica della Western Conference è sempre compressa e ogni vittoria ha un valore cruciale. La sconfitta subìta proprio a Miami nella stessa sera dell'infortunio è lì a dimostrarlo. Mentre i Nuggets dovranno affrontare questa prova, altre squadre cercano di approfittarne. In quella stessa serata, ad esempio, gli Oklahoma City Thunder hanno ritrovato il successo grazie a una superba prestazione di Shai Gilgeous-Alexander, i Cleveland Cavaliers hanno superato gli Spurs di Victor Wembanyama e i Golden State Warriors sono tornati al successo sfruttando le gemme di Stephen Curry e di Jimmy Butler, in un intreccio di risultati che rende ogni assenza di un protagonista un fattore potenzialmente decisivo per gli equilibri della conference.

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