Il robot umanoide Lightning batte il record di Bolt: 100 metri in 9”32

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Immaginiamo di vederli correre fianco a fianco come in una finale olimpica, montando in parallelo due eventi distanti nel tempo. Nella corsia 3, ecco il miglior Usain Bolt di sempre, quello del 2009 capace di fermare il cronometro a 9”58. Dall’altra parte, un avversario decisamente insolito: un robot umanoide senza testa, alto meno di un metro e settanta, ma con una falcata allungata artificialmente per macinare il tartan.

La sfida, per quanto asimmetrica, ha prodotto un risultato destinato a fare discutere: Lightning ha corso i 100 metri in 9”32, battendo di 26 centesimi il record mondiale umano che resisteva da diciassette anni.

Un record (tecnologico) che fa discutere

A realizzare l’impresa, durante un test preparatorio per la seconda edizione dei Giochi Mondiali di Robot Umanoidi aperti sabato a Pechino, è stato Lightning, un umanoide sviluppato dal colosso cinese dell’elettronica Honor. Il robot ha raggiunto una velocità di punta di 14,5 metri al secondo, pari a circa 52,2 chilometri orari, nel corso di una prova che anticipa la competizione ufficiale, dove è atteso nei 100, 400 e 1.500 metri.

Le immagini della corsa, divenute rapidamente virali, mostrano il meccanismo dalle gambe sottili scattare dai blocchi e coprire la distanza con un'andatura che ricorda, almeno nell’idea, quella del fuoriclasse giamaicano.

Le gambe allungate e la mezza maratona vinta

Non è la prima volta che Lightning fa parlare di sé: lo scorso aprile, il robot aveva già sorpreso gli addetti ai lavori vincendo la mezza maratona di Pechino in 50 minuti e 26 secondi, un tempo superiore al passo richiesto per il record mondiale umano sulla distanza. In quell’occasione, l’umanoide era alto 169 centimetri con gambe da 95 centimetri.

Per affrontare la prova di velocità sui 100 metri, invece, gli ingegneri di Honor hanno operato una modifica sostanziale: hanno allungato gli arti inferiori di ben dieci centimetri, portandoli a 1,05 metri. Questo accorgimento, insieme al potenziamento dei moduli delle articolazioni per aumentare la coppia motrice e i tempi di risposta, ha permesso di incrementare la lunghezza della falcata e di ottimizzare l’accelerazione, trasformando un robot da fondo in uno sprinter.

Un divario che si riduce e che apre a nuovi interrogativi

Il divario tra macchine e uomini, in termini di prestazioni atletiche, sembra ridursi a una velocità impressionante. Basti pensare che l’edizione precedente dei Giochi, disputata nell’agosto del 2025, era stata vinta dal robot Tiangong Ultra con un tempo ufficiale di 21”50: in appena un anno, il margine di miglioramento è stato abissale. Lightning, sviluppato da un’azienda produttrice di smartphone, rappresenta un concentrato di tecnologia al servizio della mobilità, ma la sua corsa solleva inevitabilmente interrogativi sul futuro del confronto tra uomo e macchina.

La Cina, del resto, sta investendo massicciamente nel settore della robotica umanoide come comparto industriale emergente, alimentando un fervore che si riflette anche sui mercati finanziari. La prestazione di Lightning, per quanto straordinaria, non è però paragonabile a un record mondiale di atletica leggera: mancano le condizioni di gara ufficiali e la conformità alle rigide regole imposte dalla World Athletics, ma il dato tecnologico resta innegabilmente una pietra miliare.

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