La Cina presenta "Fulmine", il robot umanoide che corre i 100 metri in 9"32 e batte il record di Bolt
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Redazione Sport
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Il confine tra l'uomo e la macchina, almeno sul piano della pura potenza fisica e della velocità, sembra essersi definitivamente assottigliato. A testimoniarlo è l'ultima, sorprendente impresa firmata dalla robotica cinese: un umanoide, sviluppato dal produttore di smartphone Honor, ha corso i 100 metri piani in 9 secondi e 32 centesimi, un tempo che polverizza il primato mondiale di 9"58 stabilito dall'ex velocista giamaicano Usain Bolt nel lontano 2009, durante la finale dei Mondiali di atletica leggera di Berlino.
Il record dell'uomo più veloce del mondo, resistito per quasi due decenni, è stato così abbattuto da una creatura di metallo e circuiti, soprannominata "Fulmine" per l'evidente allusione alla sua straordinaria rapidità.
La prestazione da record ai Giochi Mondiali di Robotica
Il robot, che risponde al nome in codice di "Lightning" e che è stato presentato ufficialmente in occasione della seconda edizione dei World Humanoid Robot Games, ha realizzato il tempo durante una corsa di prova tenutasi a Pechino, in vista dell'inizio ufficiale della manifestazione sportiva dedicata alle macchine pensanti, in programma a partire da sabato sera.
Durante il test cronometrato, il dispositivo ha raggiunto una velocità di punta pari a 14,5 metri al secondo, un dato che, tradotto in termini più familiari per gli appassionati di sport, equivale a oltre 52 chilometri orari, una falcata che lascia ben poche speranze a qualsiasi atleta in carne e ossa.
I dettagli tecnici e il contesto della sfida
Sebbene la notizia arrivi direttamente dai canali ufficiali dell'azienda cinese e sia stata ripresa dalle agenzie di stampa internazionali, l'impresa di "Fulmine" solleva inevitabilmente un interrogativo di natura tecnica e filosofica: se da un lato è innegabile il balzo in avanti compiuto dall'ingegneria meccatronica cinese, dall'altro il confronto con un essere umano resta, per molti versi, impari, data la differenza sostanziale nel sistema di propulsione e nell'equilibrio dinamico tra le due entità.
Honor, che fino a oggi era principalmente conosciuta per i suoi smartphone e dispositivi mobili, ha scelto questa platea per dimostrare le proprie capacità nel settore dell'intelligenza artificiale e della robotica bipede, un campo in cui la Cina sta investendo risorse ingenti per colmare il gap con le potenze occidentali e, in alcuni casi, come dimostra questa circostanza, per superarle sul piano prestazionale.
La programmazione dei Giochi e la portata dell'evento
La competizione di Pechino, che si preannuncia come un appuntamento di rilievo per gli addetti ai lavori, non si limiterà a gare di velocità, ma includerà diverse discipline pensate per testare le capacità di movimento, destrezza e interazione con l'ambiente circostante dei prototipi più avanzati. La vittoria di "Lightning" nei 100 metri, però, ha già catalizzato l'attenzione dei media globali, trasformando un test preliminare in un vero e proprio evento mediatico e riaccendendo il dibattito sul ruolo che questi automatismi potranno giocare nel futuro dello sport e della società.
Con questo nuovo primato, la robotica umanoide compie un passo da gigante, dimostrando che, sulla distanza breve, la potenza dei motori elettrici e l'algoritmo di controllo del passo possono oggi surclassare la biomeccanica umana, consegnando alla Cina un record che per quasi vent'anni era appartenuto alla leggenda dell'atletica leggera mondiale.
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