Omicidio di Marco Mameli: l’autopsia conferma tre coltellate, fatale quella al cuore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’autopsia eseguita ieri pomeriggio sul corpo di Marco Mameli, il 22enne originario di Ilbono ucciso sabato scorso durante i festeggiamenti del carnevale a Bari Sardo, ha rivelato nuovi dettagli sulla dinamica del delitto. I medici legali Michela Laurenzo e Danilo Fois, incaricati dalla Procura di Lanusei e coordinati dalla pm Giovanna Morra, hanno accertato che il giovane operaio è stato colpito da tre coltellate, una delle quali, diretta al cuore, si è rivelata fatale. Gli altri due fendenti hanno raggiunto il fegato e il costato, confermando una violenza brutale e premeditata.

L’arma del delitto, descritta come un grande coltello, non è stata ancora ritrovata, lasciando aperta una delle questioni centrali delle indagini. Le forze dell’ordine, che stanno setacciando la zona e analizzando le testimonianze, non hanno escluso alcuna pista, compresa quella di una lite degenerata durante i festeggiamenti. Tuttavia, secondo quanto emerso finora, Mameli non avrebbe opposto resistenza, fatto che aggiunge ulteriori interrogativi sulle circostanze dell’aggressione.

I funerali del giovane, inizialmente previsti a breve, sono stati slittati in attesa del nulla osta della Procura. La pm Morra, titolare dell’inchiesta, potrebbe aver richiesto ulteriori chiarimenti ai medici legali prima di autorizzare la restituzione della salma alla famiglia. Intanto, a Bari Sardo, paese di poco più di 3.000 abitanti in provincia di Nuoro, l’atmosfera rimane tesa. L’omicidio di Mameli, avvenuto in una via centrale durante una festa tradizionale, ha scosso profondamente la popolazione, abituata a vivere eventi simili in un clima di serenità.

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