Avio vola in borsa dopo il lancio di Smile, il vettore Vega C apre una nuova fase

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’ultimo decollo notturno, avvenuto alle 5:52 ora italiana dal porto spaziale europeo di Kourou, in Guyana francese, ha consegnato al mercato una notizia capace di far scattare l’interesse degli investitori. Il satellite Smileacronimo di Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer, frutto della prima missione congiunta tra l’Accademia cinese delle scienze (CAS) e l’Agenzia spaziale europea (ESA) – è stato portato in orbita con successo. E a fare la differenza, agli occhi degli analisti, non è stato soltanto il buon esito del volo, ma il chi lo ha gestito: per la prima volta, il lanciatore Vega C è stato operato direttamente da Avio in veste di Launch Service Operator, vale a dire fornitore autonomo del servizio di lancio, senza la mediazione di Arianespace.

Un titolo che spicca nel Ftse Mib, la svolta industriale dietro il rialzo

A Piazza Affari la reazione non si è fatta attendere. Il titolo Avio ha registrato un ampio guadagno del 4,17%, diventando di fatto la migliore performance del listino principale. Questo movimento, spiegano gli addetti ai lavori, non va letto come un’entusiastica di breve termine, ma piuttosto come la presa d’atto di un cambiamento strutturale: l’azienda italiana, controllando in proprio l’intera catena operativa del lancio, si è guadagnata una credibilità tecnica e industriale che prima le mancava. Il fatto che si tratti del primo Vega C condotto in autonomia – dopo anni di preparazione – trasforma un evento già di per sé rilevante in una pietra miliare per le ambizioni europee nello spazio.

Dieci anni di lavoro e una cooperazione Eurasia senza precedenti

La missione Smile, va ricordato, non è un semplice esperimento orbitale. Osserverà la Terra attraverso raggi X, con l’obiettivo di filmare per la prima volta l’interazione tra il vento solare e il campo magnetico che avvolge il nostro pianeta. Un fenomeno, questo, che secondo gli scienziati genera una struttura a forma di sorriso – da cui il nome della missione – e che finora era rimasto invisibile agli strumenti tradizionali. «È il risultato di dieci anni di lavoro», hanno commentato i tecnici, e dimostra l’importanza di una cooperazione che unisce l’Europa alla Cina in un settore, quello spaziale, tradizionalmente dominato da competizioni geopolitiche aspre. Il ministro Urso, intervenuto sul successo del lancio, ha parlato apertamente di «un altro successo del Made in Italy», sottolineando come l’intera filiera nazionale abbia tratto giovamento da questa operazione.

Dal razzo alla Borsa, la nuova autonomia di Avio cambia le regole

Nessuna enfasi retorica, però, è necessaria per comprendere la portata della svolta. Fino a ieri, Avio partecipava ai lanci Vega C come fornitore di componenti e tecnologie, ma senza assumersi la responsabilità diretta dell’intero servizio. Con il volo VV29, l’azienda ha invece dimostrato di poter gestire in proprio tutte le fasi – dalla preparazione al countdown fino all’iniezione in orbita del satellite – competendo su un mercato, quello dei lanciatori leggeri e medi, dove l’affidabilità operativa vale quanto la potenza di fuoco. Gli analisti finanziari, pur senza sbilanciarsi in previsioni, hanno notato come questo cambiamento riduca la dipendenza dell’azienda da terzi e ne aumenti il valore percepito. Per gli azionisti, insomma, non è solo questione di un razzo che parte, ma di un modello di business che decolla.

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