Covid, la variante Stratus si diffonde in Europa e Asia: tra i sintomi anche la raucedine
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Redazione Salute
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Mentre l’estate entra nel vivo, il virus del Covid-19 dimostra ancora una volta di non essere influenzato dalle stagioni. A preoccupare gli esperti è ora la variante Xfg, ribattezzata Stratus, che sta guadagnando terreno in diverse aree del mondo, soppiantando progressivamente Nimbus, dominante fino a pochi mesi fa. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Stratus è stata classificata come “variante sotto monitoraggio” (Vum), a causa della sua rapida diffusione, sebbene il rischio per la salute pubblica sia al momento considerato basso.
Tra le caratteristiche che distinguono questo nuovo lignaggio c’è la sua capacità di eludere più facilmente gli anticorpi, grazie a mutazioni sulla proteina spike, il che potrebbe renderla più abile nel contagiare anche chi ha sviluppato una precedente immunità. Nonostante la valutazione rassicurante dell’Oms, diversi Paesi del Sudest asiatico hanno già segnalato un aumento simultaneo di casi e ricoveri nelle zone dove Stratus è stata rilevata con maggiore frequenza. Anche in Europa la sua presenza è in crescita, sebbene in modo meno marcato rispetto alle regioni tropicali.
Tra i sintomi associati alla nuova variante, oltre a quelli già noti come febbre, affaticamento e disturbi respiratori, emerge con particolare evidenza la raucedine, un segnale che in precedenti ondate non era stato osservato con altrettanta frequenza. Questo dettaglio, sottolineato in un recente documento dell’Oms, potrebbe aiutare a identificare più rapidamente i casi legati a Stratus, anche se al momento non esistono prove che la variante causi un decorso più grave rispetto alle altre in circolazione.
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