Meloni in Asia centrale, tra energia nucleare e diplomazia. Ansaldo Energia firma un MoU con l’Uzbekistan

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni ha scelto l’Asia centrale per una missione istituzionale che, tra luci e accordi, punta a consolidare la presenza italiana in una regione strategica. A Samarcanda, dove la presidente del Consiglio ha assistito ai suggestivi giochi di luce che ogni sera illuminano piazza Registan – con le sue tre antiche madrasse a fare da sfondo – il viaggio ha assunto anche un valore simbolico. Ma dietro la cornice di cortesia, fatta di inaugurazioni e strette di mano, si muovono interessi concreti.

Proprio oggi, Ansaldo Energia ha firmato un Memorandum d’Intesa (MoU) con l’Agenzia per l’Energia Atomica uzbeka (Uzatom), aprendo la strada a una possibile collaborazione nel settore delle tecnologie nucleari avanzate, con un focus particolare sui Reattori Modulari di Piccola Taglia (SMR). L’accordo, siglato da Andrea Benveduti, Senior Vice President Public Affairs and Institutional Relations di Ansaldo Energia, e da Azim Akhmedkhadjaev, direttore di Uzatom, mira a esplorare opportunità in un mercato in crescita, dove la domanda di energia pulita si intreccia con la necessità di diversificare le fonti.

Intanto, la seconda tappa del tour ha portato Meloni in Kazakhstan, dove è stata accolta dal presidente Qasym-Jomart Tokayev all’aeroporto internazionale di Astana. Il bilaterale che ne è seguito rientra in una strategia più ampia, che vede l’Italia cercare spazio in un’area tradizionalmente influenzata da altri attori europei, come Francia e Germania. Non a caso, a Samarcanda è stata inaugurata "via Roma", un gesto dal forte valore politico, che sottolinea il tentativo di rafforzare i legami culturali ed economici.

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