Il Carnevale invade Mestre, ma la pioggia frena i pendolari: 75mila presenze e maxi schermo sicurezza
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Carnevale di Venezia, giunto al suo atto conclusivo con il tema “Olympus – Alle origini del gioco”, si appresta a vivere lunedì 16 e martedì 17 febbraio gli ultimi due giorni di festa, spostando il baricentro della manifestazione dalla città d’acqua alla terraferma. L’appuntamento clou, per la giornata di lunedì 16, è rappresentato senza dubbio dall’attesa sfilata dei carri allegorici a Mestre, un evento che, come da tradizione, richiama migliaia di persone da tutto l’hinterland e non solo. Il corteo, il cui inizio è fissato per le ore 15.30, prenderà le mosse da via Piave per snodarsi poi attraverso via Circonvallazione, via Einaudi e via San Rocco, con arrivo previsto intorno alle 16.30 in via San Pio X, in un tripudio di coriandoli, stelle filanti e figuranti in maschera che animeranno il tardo pomeriggio mestrino -1.
Parallelamente, la macchina organizzativa e le forze dell’ordine sono state dispiegate in forze per gestire il doppio binario della sicurezza e del controllo dei flussi turistici. Il Viminale, attraverso il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ha disposto l’attivazione delle cosiddette “zone rosse” sia nel centro storico di Venezia sia in alcuni punti sensibili della terraferma, un provvedimento ormai consolidato volto a inibire l’accesso a soggetti con precedenti e a garantire un clima di serena fruibilità degli spazi pubblici -3-7. Circa 380 gli agenti della polizia locale impiegati sotto il coordinamento del comandante Marco Agostini, ai quali si aggiungono i presidi di polizia, carabinieri e guardia di finanza, con l’ausilio di metal detector per prevenire l’introduzione di oggetti atti ad offendere, specialmente in aree nevralgiche come Rialto, dove si interverrà anche con percorsi pedonali alternati per scongiurare pericolosi assembramenti -4-7.
Numeri da bolla, ma il meteo raffredda i flussi: 75mila presenze e turisti stranieri in maggioranza
Nonostante l’incognita maltempo, che ha gettato un velo di pioggia sulla giornata clou di San Valentino, i numeri registrati nella città lagunare restano significativi. Secondo i dati diffusi dalla sala operativa del Comune, sono state circa 75mila le persone presenti in centro storico nell’ultimo fine settimana di Carnevale, una cifra inferiore agli standard abituali per il sabato grasso ma che, a detta degli organizzatori, non ha scoraggiato gli arrivi di quanti intendevano comunque trascorrere la giornata degli innamorati tra le calli e i ponti. Un dato su cui influisce certamente la concomitanza con gli eventi sportivi legati a Milano-Cortina e la natura diffusa degli eventi stessi, che hanno decentrato parte dell’offerta ludica e culturale.
L’analisi dei flussi turistici rivela come i visitatori pendolari, storicamente motore del Carnevale, abbiano risentito delle avverse condizioni meteo e delle complessità logistiche, ma la città si conferma una calamita per il turismo internazionale: circa tre quarti dei presenti, infatti, risultano essere stranieri, un segnale della pervasività del brand Venezia nel mondo. A livello economico, il Ministero del Turismo ha stimato un giro d’affari complessivo, per tutte le principali manifestazioni carnevalesche italiane, superiore al miliardo e mezzo di euro, con la sola Venezia capace di generare un indotto di oltre 200 milioni, tallonata da Viareggio -8. Un dato che conforta gli operatori del settore, con gli alberghi che registrano comunque buone presenze nonostante la flessione degli escursionisti giornalieri.
Dalle tradizioni alla proclamazione della Maria: il gran finale tra Piazza San Marco e le isole
Se Mestre si prepara a colorarsi con la sfilata dei carri, il centro storico non resterà a guardare. Per lunedì 16 febbraio, il palco allestito in Piazza San Marco ospiterà uno spettacolo musicale che promette di essere suggestivo: strumenti arcaici si fonderanno con sonorità moderne, in un’“Olimpiade sonora” capace di tessere un dialogo tra il mito delle origini e la contemporaneità, esattamente come suggerisce il fil rouge di questa edizione 2026 -10. Un viaggio tra tradizioni vocali e ritmi ancestrali che innalzerà la piazza a tempio laico della festa, mentre nelle calli e nei campi continueranno gli spettacoli itineranti del Venice Carnival Street Show, con artisti di strada e performance capaci di intercettare il pubblico di ogni età -6.
Martedì 17 febbraio, giorno di Martedì Grasso, si chiuderà idealmente il cerchio con la proclamazione della Maria dell’anno, l’elezione della più bella tra le dodici fanciulle veneziane, un rito che affonda le sue radici nella storia della Serenissima e che rappresenta il momento più sentito della tradizione lagunare. Un cerimoniale che, insieme alle sfilate dei carri nelle isole di Burano e Pellestrina, restituisce alla manifestazione quel carattere diffuso e partecipato che, al di là dei numeri e delle ordinanze di sicurezza, costituisce l’anima più autentica del Carnevale -5-9.




