Croazia, gli incendi devastano la costa dalmata: una vittima e decine di feriti, vigili del fuoco in prima linea tra fiamme e fumo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La penisola di Peljesac, nel cuore della regione vinicola della Dalmazia, è stata teatro nelle ultime ore di un vasto incendio che ha messo in ginocchio il territorio, tra vigneti andati in fumo, abitazioni evacuate e un cimitero danneggiato dalle fiamme.

Il rogo, alimentato da un vento forte e persistente che ha reso particolarmente difficili le operazioni di spegnimento, ha trovato facile combustione nella vegetazione secca, tra erba bassa, arbusti e pinete, estendendosi rapidamente fino a lambire centri abitati come Potomje, dove i produttori locali hanno visto distrutti anni di lavoro nei propri appezzamenti.

La situazione, già critica per l'estensione dell'incendio, si è ulteriormente complicata a causa delle condizioni meteorologiche avverse che hanno favorito la propagazione delle fiamme, costringendo le autorità a mettere in atto un dispositivo di soccorso senza precedenti per fronteggiare quella che è stata definita una delle emergenze più gravi mai ricordate nel paese.

La bodycam dei vigili del fuoco mostra l'inferno di Omiš

Immagini drammatiche arrivano dalla zona di Omiš, località situata sulla costa dalmata, dove la bodycam indossata da un vigile del fuoco ha documentato dall'interno la dura battaglia contro il fuoco. Le riprese mostrano le squadre di soccorso muoversi tra un fitto muro di fumo e fiamme altissime, mentre i pompieri corrono verso le abitazioni minacciate, collegano le manichette agli idranti e cercano disperatamente di contenere l'avanzata del fronte, in una lotta contro il tempo che ha visto anche alcuni residenti prestare il loro aiuto nelle operazioni di spegnimento.

La presenza di civili che collaborano con i soccorritori testimonia la disperazione e il senso di comunità che si è creato in un momento di estrema difficoltà, sebbene il lavoro dei professionisti resti fondamentale per arginare un fenomeno che ha assunto proporzioni devastanti.

Il ritorno tra le macerie e il bilancio delle vittime

Nella giornata di oggi, i residenti delle zone colpite hanno potuto fare ritorno nelle proprie case e nei negozi che erano stati evacuati in fretta e furia, trovandosi di fronte a uno scenario di desolazione e macerie. Nella città costiera di Omiš, dove il fuoco è stato domato solo dopo ore di estenuante lavoro, il fumo continuava a levarsi dai terreni bruciati, mentre nella vicina Borak la realtà è apparsa ancora più dura: alcune persone hanno ritrovato le loro abitazioni e i loro beni completamente distrutti, ridotti in cenere dalle fiamme che hanno attraversato l'area senza pietà.

Le autorità locali hanno già avviato le procedure per la ricognizione dei danni e per supportare le famiglie rimaste senza un tetto, in un contesto di profonda emergenza che ha messo a dura prova l'intera regione.

Uno dei peggiori incendi della storia croata

Le autorità croate non hanno esitato a definire questo rogo come uno dei peggiori incendi boschivi nella storia del paese, un'emergenza che ha richiesto un impiego massiccio di mezzi e uomini per fronteggiare le fiamme che hanno divorato centinaia di ettari di verde sulle colline a sud della costa di Spalato.

La battaglia dei vigili del fuoco è durata tutta la notte, con i pompieri impegnati su più fronti per cercare di salvare quanto più possibile, ma il bilancio è già pesante: una donna di 34 anni ha perso la vita nel rogo e almeno 40 persone sono attualmente ricoverate in vari ospedali della Dalmazia, di cui 7 versano in condizioni critiche a causa delle gravi ustioni riportate.

L'emergenza sanitaria è ancora in corso e gli ospedali della regione stanno facendo fronte a un'affluenza straordinaria di pazienti, molti dei quali hanno bisogno di cure intensive per le ferite riportate durante la fuga dalle fiamme o nel tentativo di salvare le proprie proprietà.

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