Uno spettacolo celeste: Orionidi e due comete illuminano il cielo di ottobre

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il cielo notturno di ottobre, spesso associato a un incipiente torpore autunnale, si appresta invece a offrire una rara e vivace coreografia cosmica, un evento che gli appassionati di astronomia attendevano da tempo. Nelle prossime notti, infatti, la volta celeste sarà teatro di una fortunata coincidenza: il picco dello sciame meteorico delle Orionidi si sovrapporrà al passaggio ravvicinato di due comete, la Lemmon e la SWAN, creando una triplice occasione di osservazione che si prospetta di eccezionale intensità. La fase di Luna Nuova, che renderà il fondale celeste particolarmente scuro e profondo, contribuirà a rendere lo spettacolo ancor più nitido e accessibile, una circostanza che non si verificava con tale abbondanza di fenomeni da diversi anni.

Il fuoco d'artificio delle Orionidi

Le Orionidi, che sono considerate uno degli sciami meteorici più importanti del calendario astronomico, raggiungeranno il loro apice di attività attorno al 21 ottobre. In quella serata, come riferito dagli esperti, il Tasso Orario Zenitale – una misura che indica il numero di meteore visibili in condizioni ottimali – potrebbe toccare la ventina di scie luminose ogni ora, un valore che supera nettamente quello di qualsiasi altra pioggia meteorica del periodo compreso tra ottobre e novembre. Questo fenomeno, che regala sempre una certa emozione a chi alza lo sguardo, è causato dai minuscoli detriti di ghiaccio e polvere lasciati nel suo percorso dalla celebre cometa 1P/Halley, la quale, essendo l'unica cometa periodica visibile a occhio nudo che può essere osservata due volte nell'arco di una vita umana, continua a donarci questi regni luminosi a distanza di secoli.

Il duetto delle comete: Lemmon e SWAN

Ad accompagnare la danza delle stelle cadenti, troviamo il transito di due ospiti celesti. Si tratta delle comete C/2025 R2, nota come SWAN, e C/2025 A6, denominata Lemmon, le quali in questi giorni raggiungono il punto di massimo avvicinamento alla Terra. Se il semplice passaggio di una singola cometa è già di per sé un evento degno di nota per gli astronomi, la contemporaneità di due di esse rappresenta un'occasione ancor più preziosa. La cometa Lemmon, in particolare, secondo le previsioni potrebbe rendersi visibile persino a occhio nudo, a patto di osservarla da un luogo con un cielo stellato particolarmente buio e lontano dall'inquinamento luminoso delle città, una condizione che ne esalterebbe la debole chioma.

Stelle con la chioma: tra scienza e poesia

Questi corpi celesti, che per alcuni rappresentano semplicemente degli ammassi di ghiaccio e roccia – come ebbe a definirli, con pragmatismo scientifico, Margherita Hack –, hanno da sempre catturato l'immaginario collettivo, venendo avvolti da un alone di mistero e fascino. Gli antichi Greci, con una visione più romantica e poetica, le chiamavano "stelle dai capelli sciolti", un'immagine che ben restituisce l'aspetto della loro caratteristica chioma luminosa e che è all'origine del loro nome, dato che il termine "cometa" deriva proprio dalla parola greca "kometes", il cui significato è appunto "dotato di chioma".

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