Bologna, scontri alla stazione dopo il corteo studentesco: dieci denunciati e cinquanta identificati
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Redazione Interno
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La Questura di Bologna ha reso noto di aver individuato e identificato circa dieci persone gravemente indiziate, a vario titolo, di danneggiamento aggravato, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, oltre che dell'illecito amministrativo di manifestazione non preavvisata. È il primo bilancio giudiziario della mattinata di mobilitazione studentesca che ha attraversato la città, culminata in momenti di tensione e contatti con le forze dell'ordine davanti alla stazione ferroviaria.
Le identificazioni complessive, secondo quanto filtra dagli ambienti investigativi, hanno riguardato oltre cinquanta giovani, i cui nominativi sono ora al vaglio degli inquirenti per ricostruire le singole condotte.
La mattinata di mobilitazione
La giornata era iniziata presto, con i pre-concentramenti davanti agli istituti superiori e i picchetti che hanno bloccato gli ingressi di sette scuole: Minghetti, Copernico, Sabin, Galvani, Fermi e il liceo musicale Laura Bassi. Cassonetti divelti e fumogeni accesi hanno accompagnato gli slogan contro il governo e il ministro dell'Istruzione, con lo striscione «A scuola oggi non si entra» a dare il tono della protesta.
Da lì, i partecipanti si sono mossi verso l'Ufficio scolastico regionale di via de' Castagnoli, dove un gruppo è riuscito a entrare nell'edificio infrangendo una porta a vetri, prima che il corteo si ricompattasse e prendesse la direzione dei viali.
La deviazione verso piazzale Medaglie d'oro
La maggioranza della manifestazione, composta da circa cinquecento persone tra studenti delle superiori e universitari, ha proseguito lungo il percorso concordato con la Questura. Un centinaio di giovani, però, ha scelto una direttrice diversa, sfilando sui viali e ricongiungendosi con un altro spezzone fino a raggiungere piazzale delle Medaglie d'Oro, davanti allo scalo ferroviario. Ad attendere i manifestanti c'erano tre mezzi blindati e un reparto in tenuta antisommossa.
Dopo minuti di tensione a distanza, la testa del corteo si è avvicinata al cordone: sono partiti lanci di sassi, bottiglie di vetro, uova e fumogeni contro gli agenti, che hanno risposto respingendo la folla con gli scudi.
Il blitz all'ufficio scolastico e i numeri della protesta
Nel corso della mattinata, il gruppo confluito nell'Ufficio scolastico regionale aveva già infranto una vetrata, restando all'interno degli uffici per alcuni minuti prima di defluire. Le stime sulla partecipazione complessiva parlano di oltre mille giovanissimi scesi in strada tra picchetti, cortei autorizzati e spezzoni non preavvisati.
Il corteo promosso da Cambiare Rotta e Osa si è svolto senza disordini, con l'incendio di una riproduzione in cartone di un carro armato come momento simbolico contro le spese militari; in parallelo, Fridays for Future ed Extinction Rebellion hanno concluso la propria iniziativa in piazza del Nettuno. Al termine degli scontri, il gruppo non autorizzato è rientrato in piazza Verdi, dove la manifestazione si è sciolta con l'esplosione di fuochi d'artificio.
Le indagini e il quadro delle accuse
Le attività investigative sono partite immediatamente dopo i fatti. Gli agenti della Digos e della Questura stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza e i materiali video girati durante il corteo per attribuire con precisione le condotte individuali tra le oltre cinquanta persone identificate. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo riguardano il danneggiamento aggravato, la violenza e la resistenza a pubblico ufficiale, mentre per l'organizzazione della manifestazione non preavvisata si profila la sanzione amministrativa prevista dalla normativa vigente.
Un piccolo incidente del tutto estraneo alle proteste si è verificato tra via Ugo Bassi e via Venezian, dove un mezzo del Reparto mobile ha urtato due sessantenni sulle strisce pedonali; secondo la Questura il veicolo era quasi fermo e la polizia locale non ha effettuato rilievi.
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