La Juventus riapre a Vlahovic, primo incontro per il rinnovo: il serbo dice sì, ma resta il nodo dell'ingaggio
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Redazione Sport
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Nelle stanze della Continassa, dove il lavoro di programmazione per la stagione entrante procede parallelamente agli impegni del campionato, si è consumato un passaggio che fino a poche settimane fa appariva quantomeno improvvido da pronosticare. La dirigenza della Juventus, dopo aver messo le firme sui prolungamenti di Kenan Yildiz e Weston McKennie – con quest'ultimo che ha legato il suo futuro al club fino al 2030 – ha infatti incontrato gli agenti di Dusan Vlahovic per discutere un possibile rinnovo del contratto. L'attaccante serbo, il cui accordo con i bianconeri giungerà naturalmente a scadenza il prossimo 30 giugno, ha manifestato una disponibilità al dialogo che fino a ieri sembrava improbabile, aprendo di fatto a una permanenza che avrebbe ricadute significative non solo sul piano tecnico, ma anche su quello della pianificazione finanziaria.
L'incontro, di cui danno conto diverse fonti specializzate e che sarebbe stato caratterizzato da un clima costruttivo, ha visto le parti affrontare per la prima volta in maniera concreta il discorso relativo al futuro del numero nove. Vlahovic, va ricordato, è fermo ai box dal 29 novembre, quando nella gara contro il Cagliari rimediò una lesione della giunzione muscolo-tendinea dell'adduttore della coscia sinistra che ne ha di fatto condizionato l'intera stagione. Il suo rientro in gruppo è ormai prossimo – per la sfida al Pisa del prossimo weekend potrebbe già tornare tra i convocati, anche se è più probabile rivederlo dalla panchina in occasione della trasferta di Udine – ma è fuori dal campo che si gioca la partita forse più delicata.
La strategia del club e il modello Yildiz come parametro per ridurre il monte ingaggi
La volontà espressa dal giocatore, che avrebbe messo in stand-by le sirene provenienti da Barcellona e Bayern Monaco pur di dare priorità alla Juventus, rappresenta un segnale non trascurabile per un club che ha fatto della sostenibilità economica uno dei suoi cavalli di battaglia. Tuttavia, la strada per trasformare questa apertura in una fumata bianca è irta di ostacoli e si gioca tutta su questioni meramente numeriche. L'attuale ingaggio di Vlahovic, che si attesta attorno ai 12 milioni di euro netti a stagione, è considerato dalla società un peso insostenibile, un'anomalia all'interno di uno spogliatoio in cui è stato recentemente introdotto un tetto salariale ben più basso.
L'idea che i dirigenti bianconeri hanno messo sul tavolo, e che ricalca quanto già sperimentato con il giovane turco Yildiz, prevede una riduzione consistente della parte fissa dello stipendio, che dovrebbe attestarsi intorno ai 6-7 milioni, compensata però da un sostanzioso bonus alla firma e da premi legati ai risultati. Una soluzione, questa, che consentirebbe al club di rientrare nei parametri stabiliti senza privarsi di un attaccante che, nonostante i soli sei gol in diciassette presenze stagionali, rimane funzionale al gioco voluto da Luciano Spalletti.
Il fattore Spalletti e l'importanza del finale di stagione per la qualificazione in Champions
L'arrivo del tecnico di Certaldo sulla panchina della Juventus aveva ridato slancio alle quotazioni di Vlahovic, che era stato tra i primi ad accogliere con favore il cambio di guida tecnica e che, prima del lungo stop, era partito titolare in cinque delle sei occasioni utili in campionato. Spalletti, che ha più volte dovuto fare i conti con l'assenza di un finalizzatore puro, vede nel serbo l'uomo giusto per guidare l'attacco nella volata per un posto in Champions League – obiettivo dichiarato e imprescindibile per le casse sociali – e pare intenzionato a far leva sul suo rapporto con il giocatore per convincerlo a rimanere. Le prossime settimane, con il ritorno in campo di Vlahovic e la possibilità di mettersi in mostra, saranno decisive per sciogliere ogni riserva, tanto sul fronte sportivo quanto su quello contrattuale: la qualificazione alla massima competizione europea potrebbe infatti fornire le risorse necessarie per ammortizzare l'investimento e rendere l'affare più digeribile per entrambe le parti.




