Il Toro e l'azzardo Cacciamani: venderlo per 15 milioni sarebbe una sconfitta
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Redazione Sport
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L'estate del Torino, si sa, è un momento in cui il presente si contamina quasi inevitabilmente con le proiezioni future, e spesso le due dimensioni entrano in conflitto in maniera tanto sottile quanto dirompente. Mentre il calciomercato impazza e le società fanno a gara per assicurarsi i profili più gettonati, il nome di Alessio Cacciamani sta diventando un autentico caso, un osservato speciale che tiene banco non solo negli uffici di via Arcivescovado ma anche nelle redazioni dei principali quotidiani sportivi.
Il 19enne talento di proprietà del Torino, reduce da una stagione esaltante alla Juve Stabia sotto la guida di mister Abate, è finito nel mirino della Roma, che lo vede come il profilo ideale per rinnovare il proprio reparto offensivo.
Una situazione, questa, che sta mettendo alla prova la strategia societaria del presidente Cairo, il quale, da un lato, si trova a dover gestire l'assedio di un club ambizioso e, dall'altro, rischia di mandare in frantumi il progetto di rilancio basato sui giovani italiani, un progetto che proprio in questi mesi aveva trovato linfa vitale nella valorizzazione del vivaio.
L'assedio della Roma e la distanza incolmabile tra domanda e offerta
Secondo le ultime indiscrezioni raccolte da Sky Sport, i giallorossi avrebbero messo gli occhi sul gioiellino granata, spinti dalla necessità di innestare sangue nuovo in un attacco che cerca costantemente soluzioni alternative. La Roma, infatti, avrebbe già formulato un'offerta concreta da 12 milioni di euro per assicurarsi il cartellino del classe 2007, ma la contropartita monetaria appare ancora decisamente lontana dalle pretese del club piemontese.
Il Torino, in questo frangente, non intende svendere il proprio patrimonio e avrebbe fissato il prezzo del cartellino intorno ai 20 milioni di euro, una cifra che, inevitabilmente, sta rallentando la trattativa. La differenza tra domanda e offerta resta notevole, nonostante siano previsti nuovi contatti nelle prossime ore, e la sensazione è che le due società dovranno per forza di cose incontrarsi a metà strada per trovare una quadratura.
Il classe 2007, dal canto suo, è concentrato sul suo percorso di crescita e non si lascia distrarre, ben consapevole che il suo futuro è ancora tutto da scrivere e che la vetrina della Serie A, a prescindere dalla maglia che indosserà, rappresenta il passo più importante della sua carriera.
Il pressing di Tuttosport e la strategia diretta del presidente Cairo
L'edizione odierna di Tuttosport ha acceso ulteriormente i riflettori sulla questione, dedicando la prima pagina al tema più caldo e temuto dai tifosi granata. Il quotidiano ha sottolineato come l'interesse della Roma sia tutt'altro che sfumato, anzi, sarebbe in una fase di costante intensificazione, e il presidente Urbano Cairo starebbe gestendo la partita in prima persona.
A differenza di quanto accade per altre operazioni, su questa trattativa il patron granata ha deciso di non affidarsi esclusivamente al direttore sportivo Petrachi, ma di seguire direttamente le evolutive, segno evidente dell'importanza che la società attribuisce al ragazzo. Cairo, secondo quanto riportato, valuta il cartellino di Cacciamani non meno di una quindicina di milioni di euro, una stima che definisce il perimetro entro cui si muoveranno le prossime settimane.
L'atteggiamento del presidente, tuttavia, rischia di rivelarsi un'arma a doppio taglio: se da una parte dimostra attaccamento al gioiello di casa, dall'altra, accettando una cifra importante pur inferiore ai venti milioni, finirebbe per aprire una crepa nel principio di incedibilità che dovrebbe contraddistinguere i giovani più promettenti del vivaio.
Il monitoraggio di Mancini e il corteggiamento di Gasperini
La dimensione del valore di Cacciamani non si esaurisce certo nelle cronache di mercato, ma si allarga a macchia d'olio fino a toccare gli ambienti della Nazionale e i palcoscenici più prestigiosi del calcio italiano. Il neo ct azzurro, Roberto Mancini, avrebbe intenzione di monitorarlo con attenzione nel corso della prossima stagione, consapevole che il serbatoio dei giovani italiani rappresenta la risorsa più importante per ridare slancio a una Nazionale che negli ultimi anni ha faticato a trovare identità.
Non solo: il tecnico dell'Atalanta, Gian Piero Gasperini, avrebbe seguito con particolare interesse l'evoluzione del ragazzo durante la sua annata alla Juve Stabia, maturando la convinzione che il 19enne possa essere già pronto per il grande salto, per affrontare un campionato di vertice e inserirsi in un contesto tattico esigente come quello della Dea. Un giudizio, quello di Gasp, che non fa che aumentare il peso specifico di un giocatore che, al di là dell'interesse di Roma, sta attirando le attenzioni dei migliori allenatori del panorama nazionale.
Venderlo significherebbe sconfessare la linea verde del progetto
Tuttavia, la riflessione più profonda, quella che dovrebbe fare riflettere gli animi più pragmatici della dirigenza granata, riguarda il senso stesso del progetto tecnico intrapreso negli ultimi anni. Se il Torino ha scelto di puntare sulla valorizzazione dei giovani italiani, sul rilancio di talenti che possano crescere nel vivaio e diventare bandiere o, quantomeno, elementi di valore per le casse societarie, allora la cessione di Alessio Cacciamiani per una cifra che si aggira tra i 15 e i 20 milioni rappresenterebbe una clamorosa sconfitta.
Perché il ragazzo non è un prodotto da vendere al primo cospicuo offerente, ma un investimento sul futuro, un simbolo della capacità di generare valore che passa attraverso la pazienza e la progettualità, non attraverso la corsa al profitto immediato.
Perdere Cacciamani, soprattutto se la cifra non sarà quella massima richiesta, rischierebbe di azzerare la credibilità di una strategia che i tifosi e gli addetti ai lavori hanno imparato a conoscere e, sebbene in alcuni casi a contestare, hanno comunque accolto come l'unica strada percorribile per competere in un calcio sempre più dominato dalle grandi potenze economiche.
Al Filadelfia, il ritorno di Abate, che aveva saputo esaltare le qualità del ragazzo, e l'affetto del popolo granata potrebbero essere fattori decisivi per farlo sentire al centro di un progetto, ma la tentazione di fare cassa è sempre dietro l'angolo.
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